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Antiriciclaggio: clientela al microscopio

di Elisa Faccioli  

Imminente pubblicazione della bozza del Provvedimento firmato da Banca d'Italia concernente le modalità di adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela e della «super black list» antifrode redatta dal ministero dell'economia.

Questo quanto emerso nel corso del IV Convegno annuale RA Computer «Antiriciclaggio e III° Direttiva» tenutosi ieri a Milano.

Fin dall'entrata in vigore del decreto legislativo 231/2007 (29 dicembre stesso anno) gli oltre 300 mila soggetti obbligati attendevano indicazioni normative ma, soprattutto, operative volte all'individuazione delle modalità con le quali arrivare ad «adeguatamente conoscere» tutti i propri clienti, considerato che ai sensi dell'articolo 7 del citato decreto, spettava alle autorità di vigilanza predisporle.

Risulta ad oggi di fondamentale importanza capire, per esempio, come individuare e indentificare il famigerato titolare effettivo, quando e a chi richiedere e come compilare quello che ormai è divenuto per tutti il «questionario di adeguata verifica», con quale frequenza monitorare le informazioni raccolte nel corso del rapporto continuativo ecc., e ci si auspica di trovare nel pubblicando provvedimento le risposte.

Si attende anche di poter esaminare, grazie al Mef, l'elenco dei Paesi che per l'applicazione di tutti gli adempimenti disciplinati dal Decreto 231, saranno da considerarsi «cattivi», in ragione del rischio di riciclaggio o di finanziamento al terrorismo ovvero della mancanza di un adeguato sistema di scambio di informazioni anche in materia fiscale.

I rapporti con i Paesi inclusi nella «super black list» saranno da trattare come a rischio, con conseguente applicazione di misure rafforzate, e, nei casi più estremi, da interrompere o da arrestare sul nascere.

Una volta emanati questi ultimi documenti e metabolizzato il contenuto del recente Provvedimento disciplinante la nuova Funzione antiriciclaggio, il puzzle del decreto 231 diverrà pressoché completo.

È di qualche settimana fa, infatti, la pubblicazione da parte di Banca d'Italia della versione definitiva del Provvedimento concernente l'organizzazione, le procedure e i controlli interni già diffuso in bozza e oggetto di consultazione all'inizio dello scorso anno.

Le nuove disposizioni, in vigore dal 1° settembre 2011, si applicano ai «soliti» intermediari e si concentrano sulla disciplina della funzione antiriciclaggio e della nomina del relativo responsabile, senza tralasciare il «principio di proporzionalità» ovvero la considerazione, ai fini dell'applicazione delle indicazioni ivi contenute, della forma giuridica, delle dimensioni, dell'articolazione organizzativa, delle caratteristiche e della complessità dell'attività svolta.La prima parte del documento si dedica alla disamina dei requisiti imprescindibili (istituzione della funzione antiriciclaggio, nomina – attribuzione della responsabilità a un amministratore privo di deleghe operative – concessa l'esternalizzazione – e formalizzazione dell'attribuzione della responsabilità per la segnalazione delle operazioni sospette.

Scorrendo l'intero documento e i suoi quattro capitoli si ritrovano puntuali indicazioni concernenti il ruolo degli organi aziendali e dell'Organismo di vigilanza 231/2001, i compiti e le funzioni della Funzione antiriciclaggio e si chiude con i principi organizzativi da osservare in relazione a specifiche attività, ovvero money transfer e società fiduciarie (in vista del loro ingresso, fatto salvo il possesso di alcuni requisiti, nell'elenco degli intermediari considerati di I livello ai sensi del decreto 231/2007).

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