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Antiriciclaggio, boom da voluntary

Nei primi mesi di quest’anno i «sospetti» sulla disclosure sono già a quota 10mila

Nel 2015 sono pervenute all’Unità di informazione finanziaria 82.428 segnalazioni di operazioni sospette, oltre 10mila in più rispetto al 2014 e nel primo semestre di quest’anno il flusso ha superato le 50mila unità, mentre il totale stimato per l’intero 2016 raggiunge le 100mila segnalazioni. Le cifre sono contenute nella relazione annuale dell’Autorità per il contrasto al riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, istituita presso la Banca d’Italia. La relazione è stata presentata ieri a Roma, presenti i vertici di via Nazionale e il procuratore capo di Milano, Francesco Greco. Nel campo degli illeciti fiscali, molte segnalazioni sono connesse alla voluntary disclosure: nella fattispecie, si tratta di oltre 7mila segnalazioni nel 2015 e di oltre 10mila nella prima parte del 2016. Nel complesso le domande di voluntary sono state 129mila, in alcuni casi sono emersi «sospetti di reati esclusi dal beneficio della non punibilità». Più in generale, è aumentato il perimetro dei soggetti segnalanti, a testimonianza di una maggiore consapevolezza degli operatori sui rischi di compromissione e della loro intenzione di elevare i presidi. «Fino a pochi anni fa – spiega l’Uif – la collaborazione attiva era percepita, anche da operatori onesti, come un’imposizione costosa, sostanzialmente estranea al sentire del mondo economico e, soprattutto, poco efficace e quindi inutile». «Si sono quindi creati i presupposti – aggiunge il rapporto – per ricavare dall’analisi delle segnalazioni di operazioni sospette i migliori risultati e questi sono divenuti più visibili; si è costantemente operato per garantire l’anonimato del segnalante; la gestione delle informazioni è stata il più possibile accorta e riservata, dimostrando che, in caso di sospetti infondati, le segnalazioni non determinano disagi per il cliente».
La maggiore cooperazione con l’Uif permette di individuare più facilmente quegli operatori che ancora sono poco attenti o inadempienti. Così, le segnalazioni effettuate dai professionisti sono più che raddoppiate, passando da poco meno di 2.500 a quasi 6mila «soprattutto in conseguenza delle operazioni di regolarizzazione fiscale» si osserva nella relazione, che riconosce come sia fondamentale il ruolo degli Ordini professionali ai fini dell’inoltro delle segnalazioni, del supporto e la formazione nei confronti degli iscritti e della predisposizione delle linee guida. Resta «critica», invece, la collaborazione da parte degli uffici della Pubblica amministrazione «malgrado l`emanazione nel settembre 2015 di specifici indicatori di anomalia e criteri organizzativi per agevolare l`intercettazione delle operazioni sospette». Dalla Pa sono arrivate appena 21 segnalazioni nel 2015 e sette nel primo semestre del 2016. «Lascia perplessi – afferma l’Unità – che un osservatorio privilegiato come la Pubblica amministrazione non colga l`opportunità di partecipare al sistema di prevenzione e contrasto». Quanto alle operazioni finanziarie sospette analizzate dalla Uif e trasmesse agli organi investigativi, esse sono state nel 2015 quasi 85mila, con un incremento del 12 per cento circa rispetto al 2014.
Il controllo ispettivo è stato esteso inoltre a soggetti diversi da quello bancario. Lo scorso anno sono state infatti condotte ispezioni presso istituti di pagamento, intermediari del mercato mobiliare società di trasporto valori, operatori di gioco, imprese assicurative, società di revisione. La Uif, evidenzia il rapporto, ha intensificato la collaborazione con gli organi di polizia, con le altre autorità, con la magistratura.

Rossella Bocciarelli

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