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Antiriciclaggio, authority Ue

Piano straordinario antiriciclaggio della Commissione europea con la creazione di una autorità europea e di una nuova black list.

La Commissione europea ieri ha presentato un pacchetto di misure per rafforzare la lotta Ue contro il riciclaggio di denaro sporco e il finanziamento del terrorismo (ora in consultazione pubblica). Il nuovo approccio della Commissione si fonda su sei pilastri (si veda la tabella in pagina) e il pacchetto di misure sarà in consultazione pubblica fino al 29 luglio.

Nuova autorità europea. Secondo la Commissione, la vigilanza nazionale da sola non è stata sufficiente, da qui si è resa necessaria una vigilanza più forte a livello Ue. La commissione intende quindi proporre un sistema di vigilanza antiriciclaggio che sia funzionante a livello europeo. Il ruolo e la portata di questa vigilanza saranno proposti dopo un’approfondita valutazione di tutte le opzioni (a primavera 2021). A seguito delle recenti riforme dell’Ue, sia l’Autorità bancaria europea (Eba) sia le autorità nazionali hanno avuto maggiori poteri di intervento in caso di violazione degli obblighi antiriciclaggio. Tuttavia, come sottolineato in un report della Commissione sulla valutazione dei recenti casi, persistono numerose debolezze strutturali, anche dopo l’introduzione delle nuove misure.

Blacklist antiriciclaggio. La Commissione ha pubblicato una nuova metodologia per individuare i paesi terzi ad alto rischio riciclaggio. I nuovi elementi fondamentali riguardano: i) l’interazione tra il processo d’inserimento nella lista dell’Ue e del Gafi; ii) un maggiore dialogo con i paesi terzi; e (iii) la consultazione rafforzata degli esperti degli stati membri. Il Parlamento europeo e il Consiglio avranno accesso a tutte le pertinenti informazioni nelle diverse fasi delle procedure. La commissione è tenuta a individuare i paesi terzi ad alto rischio i cui regimi presentano carenze strategiche. Sono stati inseriti nell’elenco Bahamas, Barbados, Botswana, Cambogia, Ghana, Giamaica, Maurizio, Mongolia, Myanmar, Nicaragua, Panama e Zimbabwe. Sono stati rimossi dall’elenco Bosnia-Erzegovina, Etiopia, Guyana, Laos, Sri Lanka e Tunisia. La Commissione ha modificato l’elenco che sarà ora presentato al Parlamento europeo e al Consiglio per approvazione entro un mese. A causa della pandemia, l’elenco di paesi terzi si applica solo a partire dal 1º ottobre 2020.

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