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Anticorruzione, l’ok del Senato

«Ci ho messo la faccia» dice Mario Monti incassata la fiducia al Senato sul ddl anticorruzione (228 sì, 33 no e 2 astensioni). Il premier ricorda che la legge «è un fattore per sbloccare la crescita» e con la legge in tasca andrà a Bruxelles per dimostrare all’Europa che l’Italia risponde alle sue sollecitazioni. Paola Severino, che da ministro della Giustizia ha portato sulle spalle «la fatica» di trovare una mediazione nella maggioranza, ribadisce che quello votato è un testo «forte ed equilibrato», il segno che «la politica sta reagendo» e che «l’Italia può sentirsi orgogliosa» a dispetto dei tanti «grilli parlanti». «Il provvedimento può essere migliorato ma non deve perdere le sue caratteristiche originali e deve mantenere i suoi punti fermi» ha detto il ministro, aggiungendo che «nessuno potrà dire che il provvedimento è oggetto di inciuci». In realtà lo spazio per «miglioramenti» sembra essere strettissimo visto che il Senato ha praticamente ratificato, salvo sugli incarichi “fuori ruolo” dei magistrati, il testo della Camera rendendolo di fatto immodificabile (per la cosiddetta “doppia conforme”) anche se non sono mancati casi, a Montecitorio, in cui la regola è stata superata.
Il consenso è stato unanime, non solo nella maggioranza (sia pure con qualche distinguo) poiché anche la Lega ha condiviso il testo (ma ha votato no alla fiducia). Significativo il commento del segretario del Pdl, che sembrava il più contrario al testo e soprattutto alla fiducia: «Sono molto contento che il governo abbia deciso di mettere la fiducia – ha commentato -. È una scelta giusta per accelerare i tempi». Maurizio Gasparri ha aggiunto che una volta accolti i rilievi del Pdl sul traffico di influenze illecite e sulla corruzione tra privati, non ci sono stati più problemi. Entusiastico il commento del leader dell’Udc Pierferdinando Casini: «Finalmente la legge anticorruzione! Non se ne poteva più delle perdite di tempo». Dal Pd commenti altrettanto entusiastici anche se con qualche distinguo: per il segretario Pierluigi Bersani «La fiducia è un passo avanti significativo ma – ha aggiunto – vediamo se ci sono cose da aggiustare. Il compito non è finito» e Anna Finocchiaro ha rimarcato che «con questa composizione del Senato abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare».
Unica voce fuori dal coro, l’Idv, che considera il ddl «un salto indietro di 80 anni», che annulla le «modifiche positive introdotte dopo Tangentopoli», «non cancella le leggi ad personam di Berlusconi» e per di più «rischia di avere ricadute sui processi in corso per concussione». Ma la Severino ha buttato acqua sul fuoco: pur non fornendo alcun dato nazionale, ha assicurato che in effetti qualche incidenza sulla prescrizione (e quindi sui processi in corso) ci sarà, ma «contenuta». «Da una verifica in Cassazione risultano 75 processi pendenti, di cui 36 per induzione, di cui 17 potrebbero prescriversi ad aprile 2013. Mi sembrano numeri rassicuranti». Così, dopo aver già liquidato i processi “eccellenti” (Berlusconi, Penati ecc.) perché non si legifera pensando ai singoli casi, ieri ha liquidato anche la maggior parte degli altri.

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