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Anticorruzione e antiriciclaggio, Italia promossa

Le Nazioni Unite hanno espresso un giudizio largamente positivo sul sistema normativo adottato dall’Italia in materia di anticorruzione e antiriciclaggio. Il positivo risultato è stato reso pubblico nei giorni scorsi dall’ufficio «Drugs and Crimes» delle Nazioni Unite in un apposito Report nel quale i commissari hanno preso in esame gli interventi normativi adottati dall’Italia a partire dal decreto 190 sino ad arrivare al decreto 179 con il quale l’Italia ha introdotto l’obbligo del whistleblowing anche nel settore privato.Il report mette in evidenza l’importante ruolo svolto dai notai italiani definiti come «pubblici ufficiali, che hanno una funzione di «guardiano del cancello»» in materia societaria dove «hanno sviluppato linee guida per la dovuta diligenza e sono tenuti a chiedere informazioni sul beneficiario effettivo del cliente (nel caso in cui sia rappresentato da società, trust ecc.).

Le segnalazioni di operazioni sospette fatte dai notai costituiscono, peraltro, la parte più significativa delle complessive segnalazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo effettuate dalla categoria dei professionisti che comprende, oltre ai notai, gli avvocati e i commercialisti.

Ad avviso delle Nazioni Unite i notai italiani sono «funzionari pubblici di alto livello delegati dallo stato per verificare la conformità alla legge dei contratti e dei documenti legali principalmente nei settori del trasferimento di beni immobili, del diritto societario e del diritto di famiglia» che dispongono «della propria infrastruttura It che consente loro la trasmissione istantanea di atti ai registri pubblici; sui notai italiani ricade l’obbligo di effettuare accurati controlli antiriciclaggio sui propri clienti».

Il report, pur evidenziando i grandi passi avanti fatti negli ultimi anni dal nostro paese, almeno sul piano della normativa, contiene suggerimenti per rafforzare l’impianto anticorruzione; per esempio «scaglionare la nomina dei membri del collegio dell’autorità Anticorruzione per evitare la completa sostituzione del Consiglio ogni sei anni». Sul versante politico, le Nazioni Unite suggeriscono di monitorare l’impatto della transizione dal finanziamento pubblico a quello privato dei partiti e candidati politici verificando se tale nuova modalità di contribuzione economica li rende più vulnerabili a pressioni e influenze esterne; il report consiglia poi di «adottare sistemi esecutivi di dichiarazione e verifica delle attività per gli alti funzionari pubblici di tutti i rami del governo».

Urgente risulta poi definire e adottare codici di condotta generali applicabili a tutti i funzionari pubblici, «compresi i membri del Parlamento».

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