Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Anticorruzione al test prescrizione

Operative da fine mese le norme sull’anticorruzione. Con la pubblicazione in «Gazzetta» (attesa per oggi, salvo problemi dell’ultima ora) della legge inizia il conto alla rovescia per il debutto. E proprio in quel momento si potranno misurare gli effetti di una delle norme più contestate. Quella che ha “spacchettato” il reato di concussione, introducendo nel nostro Codice penale il reato di concussione per induzione con una pena tagliata rispetto agli attuali 12 anni. Il nuovo limite a 8 anni ha l’effetto di tagliare la prescrizione di un terzo, portandola da 15 a 10 anni. Un beneficio di cui potrebbero usufruire da subito gli imputati, con la possibile estinzione di un numero imprecisato di processi.
Al ministero della Giustizia minimizzano e rivendicano la necessità di una migliore determinazione delle condotte penalmente rilevanti e delle sanzioni da applicare. L’allarme, però, resta elevato da parte di chi (forze politiche, magistratura) ha messo in evidenza l’incongruenza dell’intervento rispetto alla volontà di una più aspra risposta dello Stato a uno dei reati che più penalizza il nostro sistema economico. E questo sarà forse l’aspetto sul quale misurare nei primi giorni di applicazione l’impatto della legge.
Che pure dispiegherà i suoi effetti (in attesa della definizione della nuova disciplina sui paletti alle candidature alle elezioni) anche sul fronte dei nuovi reati, tra i quali spicca il traffico di influenze, indirizzato a colpire chi sfrutta le conoscenze con un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio. Sul fronte della corruzione tra privati è punita con la reclusione da uno a tre anni la condotta degli amministratori, dei preposti alla redazione di documenti contabili che, per denaro o altro, compiono atti contrari ai loro doveri, danneggiando la società per la quale lavorano. Procedibilità a querela di parte e d’ufficio, se dal fatto deriva distorsione del mercato.
Si allarga poi la responsabilità delle imprese per reato commesso da un dipendente alle nuove fattispecie, con la previsione di sanzioni pecuniarie che possono arrivare sino a un milione e 200mila euro e la previsione anche di misure interdittive della durata massima di un anno (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri).
La legge introduce poi una specifica tutela disciplinare (divieto di sanzione, licenziamento o misure discriminatorie) e della privacy (la denuncia è sottratta al diritto di accesso) per il dipendente pubblico che denunci o riferisca condotte illecite sul lavoro: si tratta di quello che viene definito il whistleblowing.
Per l’efficacia dei controlli antimafia nelle attività imprenditoriali, presso ogni prefettura è istituita una sorta di «white list», un elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori, non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa. L’iscrizione negli elenchi della prefettura della provincia in cui l’impresa ha sede soddisfa i requisiti dell’informazione antimafia per l’esercizio della relativa attività. La prefettura effettua verifiche periodiche per verificare l’insussistenza di rischi di infiltrazioni malavitose e, in caso di esito negativo, dispone la cancellazione dell’impresa dall’elenco. Tra le attività più esposte al rischio di infiltrazioni malavitose sono indicate, tra le altre, il trasporto di materiali a discarica per conto di terzi; il trasporto, anche transfrontaliero, e lo smaltimento di rifiuti per conto di terzi; estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Contro le previsioni, anche il fondo Bluebell avrebbe raggiunto la soglia minima del capitale Mediob...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Doppio cda, per rispondere al governo. Oggi si riunirà prima Aspi, poi Atlantia. Non è detto che l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

llimity Bank ha finalizzato due nuove operazioni nel segmento 'senior financing' per un ammontare co...

Oggi sulla stampa