Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Anti-scalate, primo sì dell’Ue Parmalat rinvia l’assemblea

di Luigi Offeddu

BRUXELLES— Fino amezzogiorno di ieri, il «decreto anti-scalate» nato dal caso Parmalat-Lactalis non era ancora arrivato sulla scrivania di Michel Barnier. Lui è il commissario europeo al mercato interno, dunque dovrà decidere se quel decreto corrisponda o no alle norme della Ue; se sia legittimo il tentativo di fermare in quel modo (rinvio dell’assemblea degli azionisti) l’ «arrembaggio» dei francesi al colosso di Parma. La decisione arriverà fra pochi giorni, una volta recapitato il testo ufficiale. Intanto, però, gli esperti legali di Bruxelles già analizzano le prime anticipazioni del documento, e Barnier si è naturalmente fatto un’idea di che cosa sia in ballo. «I casi sono due — spiega una sua portavoce — o le norme messe a punto dal governo italiano prevedono soltanto un rinvio nel tempo dei termini per la convocazione dell’assemblea, oppure rappresentano un vero tentativo di blocco nei confronti di un azionista. Nel primo caso, noi non avremmo titolo o competenza a giudicare: a un’impresa viene richiesto di convocare la sua assemblea degli azionisti almeno una volta all’anno, ma non sta scritto se ciò debba accadere a gennaio o a giugno…» . E nel secondo caso, quello di un vero blocco anti-scalata? «Allora potrebbe essere diverso: perché potrebbe risultare minacciata la libertà di circolazione dei capitali, caposaldo dei principi comunitari. E la Ue potrebbe intervenire» . Intanto, la partita intorno alla Parmalat continua. Ieri l’amministratore delegato della Parmalat, Enrico Bondi, è stato a Palazzo Chigi, dove era presente il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Gianni Letta. Inoltre è stato convocato per venerdì il consiglio di amministrazione dell’azienda, quello che dovrà deliberare sull'eventuale rinvio dell'assemblea già fissata per il 12-14 aprile, per la nomina dei nuovi amministratori. Il rinvio è ora possibile fino al 30 giugno, proprio grazie al decreto legge varato dal governo dopo le manovre della Lactalis. Le settimane "guadagnate"potrebbero servire a un’altra cordata italiana: ieri la Ferrero, smentendo notizie di stampa, ha confermato il suo interesse per il piano. Sui giornali italiani si è letto anche che in Francia esistono norme di legge a protezione del settore alimentare: ma «tali norme non esistono» e il settore alimentare «non è uno di quelli considerati strategici» , ha fatto sapere ieri la Lactalis, dicendosi "sorpresa"per la notizia. Che era stata ribadita, indirettamente, anche dal ministro Giulio Tremonti nella trasmissione domenicale «In mezz’ora» con Lucia Annunziata: «Il latte è così poco strategico che in Francia sta in cima all'elenco dei settori da proteggere» . Tutti questi argomenti concorreranno alla decisione di Michel Barnier. L’altro giorno, rispondendo proprio a una domanda sul caso Lactalis Parmalat ai microfoni della radio Rtl, il commissario ha spiegato: «Davanti al mondo di oggi, dove la competizione è assai dura, io raccomando un livello buono di patriottismo economico, e cioè il livello europeo. Esaminerò certo se le regole europee sono rispettate, ma raccomando anche che gli europei si preoccupino oggi di preservare la loro identità e la loro sovranità in certi campi strategici» . Ultimo monito: «Non è certo con il protezionismo che ciò si ottiene» .

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Si rafforza il quarto decreto anti-Covid per far fronte all’emergenza economica e per indennizzare...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un discorso autonomo, sugli incentivi, va dedicato ai datori di lavoro dei servizi finanziari e assi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Con il sì definitivo al decreto legislativo correttivo del Codice della crisi cambiano anche le reg...

Oggi sulla stampa