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Anti-evasione a liste unificate

di Antonio Criscione

L'agenzia delle Entrate affila le armi sull'accertamento sintetico in attesa del nuovo redditometro. Anche se l'appuntamento con lo strumento di selezione dei contribuenti a rischio evasione è fissato al prossimo mese di giugno, come annunciato nei giorni scorsi dal direttore del l'agenzia delle Entrate, Attilio Befera, la caccia alle manifestazioni "pratiche" di ricchezza – ovviamente per quanto questa si discosti da quella dichiarata al fisco – non si ferma. Così ieri in una videoconferenza con le direzioni regionali, l'Agenzia ha illustrato le modalità per scovare gli evasori, pizzicandoli sulle spese eccessive. E per adesso il simbolo su cui punta l'amministrazione è un Tau.
Beninteso non si tratta del simbolo francescano, ma dell'unificazione – fin dal nome – di due liste che finora gli uffici ricevevano distintamente, relative, rispettivamente, agli immobili (distinta finora dalla lettera "t") e alle automobili (che danno prestano le vocali all'acronimo). Ora questi due elenchi finiscono nella lista Tau che procede a un primo incrocio di dati. Inoltre, dovrebbe essere caduto il limite minimo di cilindrata a partire dal quale si "accendono" le lampadine d'allarme del fisco. In pratica, in questo modo, tutto il parco auto finisce sotto osservazione. Un fatto anche di logica: l'accertamento sintetico non va, infatti, a caccia del lusso, non censura stili di vita, ma individua spese eccessive se messe a confronto con i redditi dichiarati. Rispetto a certe denunce dei redditi anche un'utilitaria, pur non diventando un simbolo di lusso, può essere un segnale d'allarme. Così anche per tutte le altre spese (cani compresi).
L'indicazione di metodo data agli uffici è di partire dalle posizioni più rilevanti. Gli uffici sono stati infatti chiamati a un vero e proprio discernimento delle situazioni di evasione, andando a caccia dell'evasione "vera". Inoltre, nell'incontro di ieri, sono state illustrate anche le modalità per organizzare il contraddittorio con il contribuente, che rappresenta un passaggio fondamentale per arrivare, eventualmente, all'accertamento.
I controlli attraverso l'accertamento sintetico si sono attestati ormai su una cifra di circa 35mila l'anno. Un numero che al momento l'agenzia delle Entrate non dovrebbe variare sensibilmente. Anche perché sul fronte della ricostruzione del reddito attraverso le spese, l'amministrazione ha già fatto partire alcune serie di lettere nei mesi scorsi per segnalare come gli acquisti o gli investimenti effettuati fossero eccessivi rispetto ai redditi denunciati al fisco. E prevenire è sempre meglio che curare, anche in campo fiscale.
L'incontro di ieri faceva dunque il punto della situazione, con una serie di indicazioni operative agli uffici su come procedere agli accertamenti a partire dalle spese. Ma è anche una tappa di un processo di "messa a punto" della macchina organizzativa delle Entrate all'inizio del nuovo anno. Nei giorni scorsi, infatti, si è tenuto un altro analogo incontro, che ha fatto il punto su un tema nuovo anche per gli stessi uffici, ovvero la mediazione obbligatoria rispetto agli atti di accertamento. Un istituto sul quale si nota ancora un atteggiamento scettico da parte degli operatori, ma sul quale l'Agenzia punta molto per arrivare a una "correzione" tempestiva degli accertamenti errati. L'indicazione è stata quella appunto di "prendere sul serio" il nuovo istituto. In fondo si tratta – è stato spiegato – di una sorta di autotutela istituzionalizzata, che quindi gli uffici potranno utilizzare senza eccessivi timori. A differenza dell'autotutela, però, la revisione del fascicolo sarà affidata a un ufficio differente da quello che ha effettuato la contestazione.

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