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Anti-Covid, la borsa vola

Avvio di settimana all’insegna di forti acquisti per i mercati azionari. E questo grazie alle nuove speranze di trovare un rimedio al coronavirus. Se da un lato preoccupa l’aumento dei contagi, dall’altro non mancano novità positive. La Food & drug administration ha dato via libera all’utilizzo della terapia con plasma iperimmune, mentre l’amministrazione Usa, secondo indiscrezioni, sta pensando di creare un percorso veloce per far approvare un vaccino prima delle elezioni presidenziali di novembre. Intanto Moderna ha confermato le trattative con la Ue (articolo a lato).

A Milano il Ftse Mib ha guadagnato il 2,12% tornando sopra 20 mila punti a 20.113. Bene anche Francoforte (+2,36%), Parigi (+2,28%) e Londra (+1,71%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq avanzavano rispettivamente dello 0,95 e dello 0,64%. Il listino tecnologico e l’S&P 500 (+0,75%) hanno toccato nuovi record.

I titoli di stato dell’Eurozona hanno chiuso la seduta con rendimenti quasi invariati, in attesa di nuovi elementi che portino il mercato obbligazionario ad assumere una posizione più marcata. Il decennale tedesco è rimasto a -0,49%. Poco mosso anche lo spread a 144.

A piazza Affari in luce il comparto oil: Eni è salita del 4,04%, Saipem del 3,85% e Tenaris del 3,37%. Bene anche le utility Snam (+2,33%), Hera (+3,27%), Enel (+1,75%), A2A (+1,71%) e Italgas (+1,64%), quest’ultima dopo che la società ha superato la prima fase della gara per l’ellenica Depa. In luce Terna (+2,26%), confermata per il sedicesimo anno consecutivo tra le aziende leader a livello mondiale per le performance di sostenibilità negli indici Ftse4Good.

In forte rialzo gli industriali: Leonardo +3,48%, Pirelli +3,44%, Fiat Chrysler +3,22%, StM +3,08%, Prysmian +2,99%, Buzzi Unicem +2,07%, Ferrari +1,16%. Su Cnh I. (+2,91% a 6,71 euro) Mediobanca Securities ha confermato il rating neutral e il prezzo obiettivo di 7 euro. Bene Tim (+3,02%).

Positivo il comparto bancario a cominciare da Mediobanca (+2,95%), seguita da Bper (+2,63%), Unicredit (+2,13%), Banco Bpm (+1,99%), Intesa Sanpaolo (+1,52%) e Ubi (+1,01%). Tra le mid cap in luce Cir (+3,45%), Banca Mediolanum (+3,25%), Sesa (+3,24%) e Interpump (+1,92%). Denaro su Cattolica (+0,59%), mentre ha perso terreno Fnmi (-4,93%), dopo la precisazione che il cda non ha assunto alcuna decisione sull’acquisto del 4% di Milano Serravalle.

Nei cambi, l’euro si è rafforzato sul dollaro a 1,1847. Per le materie prime, le quotazioni del greggio americano Wti trattavano sui massimi da cinque mesi a 42,74 dollari: le tempeste tropicali hanno costretto le compagnie a dimezzare la produzione nel Golfo del Messico.

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