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Ansaldo Sts, Hitachi ritocca l’offerta

MIlano Conviene partire dai numeri per capire che cosa si sta scatenando sull’offerta pubblica di acquisto più contestata degli ultimi anni. Ieri al termine di una giornata poco movimentata in Borsa il titolo Ansaldo Sts ha chiuso la seduta a 10 euro per azione. Undici centesimi in più del prezzo fissato da Consob (9,89 euro) come prezzo «congruo» da riconoscere agli altri soci in previsione del delisting (i fondi Elliot, Amber e Bluebell). Prezzo ora al vaglio del Tar del Lazio che a metà marzo dovrà esprimersi sulla sospensiva e sul merito. Soprattutto 32 centesimi in più (9,68 euro per azione) di quanto Hitachi, azionista di riferimento di Sts con il 40% è ora disposta a corrispondere: 18 centesimi in più di quanto stabilito finora (9,50 euro) dal colosso nipponico. Che ha infatti deciso di ritoccare al rialzo l’offerta a seguito della decisione dell’authority di vigilanza che si è espressa in tal senso ai primi di febbraio dopo un esposto dei fondi che ritenevano l’azienda del segnalamento ferroviario sotto-stimata.
Il nuovo corrispettivo di 9,68, spiega una nota di Hitachi, sarà però riconosciuto soltanto ai soggetti che hanno già aderito all’Opa (per ora hanno consegnato le azioni il 3,2% dei titolari), sia agli azionisti di Ansaldo Sts che decideranno di aderire all’offerta nei prossimi giorni.
Ecco perché Hitachi ha chiesto una proroga del periodo di adesione (che scade il 5 marzo) di ulteriori 10 giorni lavorativi per valutare l’incremento dell’offerta. Hitachi ha contestualmente precisato che si riserva di votare contro la proposta di distribuzione del dividendo di 18 centesimi per azione alla prossima assemblea di Sts. Va da sé che nel caso di sospensione rigettata da parte del Tar Hitachi pagherà agli aderenti all’offerta 9,89 euro per azioni.
Il cambiamento di strategia da parte del gruppo giapponese trova la società di consulenza londinese Bluebell «perplessa». Perché «Hitachi ha lasciato ai soci due alternative: consegnare le azioni a 9,5 euro e ricevere il dividendo di 0,18 euro nella forma di maggiorazione del prezzo d’offerta oppure non consegnare le azioni e vedersi possibilmente negato il dividendo».

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