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Ansaldo Energia, si chiude con Cdp

A meno di colpi di scena dell’ultima ora, oggi pomeriggio calerà il sipario sulla cessione di Ansaldo Energia. Come anticipato dal Sole 24 Ore (si veda l’edizione del 2 ottobre), Cassa depositi e prestiti, attraverso il Fondo strategico italiano, si avvia a rilevare una quota di maggioranza dell’azienda genovese che fabbrica turbine. Il cerchio dovrebbe dunque chiudersi a stretto giro. Il board di Finmeccanica è in programma per le 16 e l’accordo tra la spa guidata da Giovanni Gorno Tempini e Piazza Monte Grappa sembrerebbe ormai cosa fatta. Il braccio operativo di Cdp, sfruttando i margini d’azione concessi dal suo statuto, si avvierebbe ad acquisire una quota tra l’85% e il 90%, lasciando un piccolo presidio a Finmeccanica e portando a casa anche il pacchetto attualmente in mano agli americani di First Reserve (45%). Mentre i coreani di Doosan, in pole position fino a qualche settimana fa – prima dell’intervento deciso del Governo e del vertice di Palazzo Chigi che martedì ha sostanzialmente blindato la trattativa –, dovrebbero rientrare in campo in un secondo momento.
Sulla stretta finale attorno ad Ansaldo Energia, si sono accesi ieri anche gli entusiasmi del mercato. Che, per la verità, già nei giorni scorsi aveva premiato l’accelerazione sul dossier. Ieri la giornata è stata archiviata con un incremento del 2,97%, a 5,2 euro (e oltre 22 milioni di pezzi passati di mano), ma solo nelle ultime tre sedute Piazza Monte Grappa ha messo a segno un guadagno complessivo superiore al 18 per cento. Un rally che ha spinto gli analisti di Banca Akros a rivedere al rialzo le stime sul titolo: la raccomandazione è passata da “accumulate” a “buy” (acquistare) con un ritocco all’insù del prezzo obiettivo (da 5,8 a 6,5 euro).
Insomma, gli operatori scommettono su una svolta concreta nel piano di cessioni. E il numero uno, Alessandro Pansa, può finalmente passare all’incasso dopo mesi di impasse e di stop and go sull’operazione. Che rappresenta un passo avanti lungo la strategia tratteggiata dal gruppo e ribadita a più riprese nelle scorse settimane (da ultimo nell’audizione dello stesso Pansa in commissione Difesa alla Camera non più tardi di una decina di giorni fa): la necessità di focalizzare l’impegno del gruppo su un numero limitato di settori (aerospazio, difesa e sicurezza, sia nel civile che nel militare) per un adeguato sviluppo delle attività e per giocare al meglio la partita delle alleanze internazionali.
Una linea che, con molta probabilità, Pansa ribadirà anche nell’incontro, previsto per le 15 di oggi, con le rappresentanze sindacali. Fiom, Fim e Uilm – che nei giorni scorsi avevano espresso parecchie perplessità sull’assenza di indicazioni chiare sia da parte dell’esecutivo che da parte del gruppo sul fronte cessione degli asset no core –, hanno deciso di sospendere lo sciopero di quattro ore in programma per oggi e, nel pomeriggio, vedranno appunto il management di Piazza Monte Grappa per conoscere i dettagli della proposta di Cdp. Che, è l’auspicio delle sigle sindacali, si spera possa essere replicata anche per AnsaldoBreda e Ansaldo Sts. «A breve termine la capogruppo dovrà assumersi precise responsabilità nell’assicurare un buon fine a questa prospettiva», ha sottolineato ieri il segretario nazionale della Uilm, Giovanni Contento. Mentre la Rsu dell’azienda è pronta alla mobilitazione contro l’eventuale vendita. «Sarebbe uno schiaffo non solo per i lavoratori ma per l’intera città di Genova».

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