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Ansaldo Energia riapre il dossier Borsa

MILANO — Ansaldo Energia riapre il dossier Borsa. Il cambio di controllo della società ligure, dopo l’ingresso della Cassa Depositi Prestiti, cambia i piani aziendali. La priorità non è più la ricerca immediata di un partner industriale, che era stato già individuato nel gruppo coreano Doosan. Ma la ripresa di un vecchio progetto: lo sbarco a Piazza Affari per trovare nuove risorse per gli investimenti in tecnologia, ma anche per permettere alla Cdp di scendere di quota.
La decisione spetterà ovviamente al nuovo azionista: il Fondo Strategico della Cassa Deposititi e Prestiti, il quale poco prima di Natale – ha rilevato il 36,5% delle azioni di Finmeccanica (rimasta con il 15%) e il 49% del fondo americano First Reserve (il rimanente 0,5 è nelle mani dei dirigenti). Una operazione che ha permesso alla holding controllata dal tesoro di abbattere il debito di circa 460 milioni.
All’annuncio dell’operazione, Cdp aveva confermato l’interesse alla trattativa con il gruppo coerano. Ma non è un mistero, tra gli addetti ai lavori, che i manager di Ansaldo non vedano positivamente il passaggio della maggioranza a Doosan. Il sospetto che è il colosso asiatico sia più che altro interessato alla tecnologia delle centrali elettriche a ciclo combinato di taglia mediogrande, di cui Ansaldo è leader. E non a far crescere il gruppo. L’idea dell’ad Giuseppe Zampini è invece quella di espandersi sui nuovi mercati, in particolare negli Usa dove le grandi quantità di gas da “roccia” scoperto devono essere trasformate in energia. Per dar corso al progetto, però, occorrono risorse: potranno arrivare dalla Borsa o anche da un partner ma con altri rapporti di forza.
Lo scenario più volte annunciato rischia così di mutare rapidamente, vuoi per il raffreddamento con Doosan, vuoi per il gradimento che l’idea di una “Ipo” ha in casa Cdp, sempre attenta a valorizzare la propria partecipazione privilegiando la quotazione, come nel caso
annunciato di Fincantieri. D’altra parte, l’ipotesi della Borsa per Ansaldo Energia era già stata ipotizzata da tempo in Finmeccanica, prima con Pierfrancesco Guarguaglini e poi con lo stesso Alessandro Pansa, chiamato ad accelerare le sue mosse per alleggerire il debito del gruppo e a concludere l’intesa con Cassa Depositi e Prestiti. Certo, la Borsa non esclude in via definitiva anche la scelta di un partner industriale, quanto mai opportuna per Ansaldo Energia che, in alternativa, non avrebbe il peso necessario per confrontarsi sulla scena internazionale con i big del settore. Per cui in prospettiva anche l’intesa con Doosan potrebbe tornare d’attualità per sviluppare insieme nuove tecnologie (in particolare una turbina da costruire direttamente in Asia). Ma la scelta prioritaria, a questo punto, sarà un’altra e porta prima a Piazza Affari e
poi, semmai, in Corea.

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