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Anno bianco, proroga al 30 settembre

«Anno bianco» dei contributi senza affanno per i lavoratori autonomi associati alla Gestione separata dell’Inps: il termine per la presentazione delle domande è slittato, infatti, al 30 settembre prossimo (dalla data del 31 luglio, scritta nel decreto pubblicato due giorni fa sul sito del ministero del Lavoro). Tuttavia, la misura presenta ancora «nodi» da sciogliere per la «galassia» della previdenza privata e privatizzata, che intende accertare quel che realmente è oggetto di esonero (per un massimo di 3.000 euro, come stabilisce la norma), ma pure capire se gli iscritti alle Casse nel 2021 avranno, o meno, la possibilità di rientrare tra i beneficiari dell’agevolazione prevista per chi ha subito gli effetti funesti della pandemia sulle proprie entrate.

L’Inps, annunciando la proroga, ieri, ha fatto sapere che si trattava di un passaggio «condiviso» col dicastero guidato da Andrea Orlando, «in considerazione dei tempi di definizione e pubblicazione del decreto interministeriale del 17 maggio 2021». E che le modalità per la presentazione delle istanze «saranno indicate in una circolare di prossima pubblicazione». Venuta alla luce sotto il governo di Giuseppe Conte (con la legge 178/2020, la manovra economica per l’anno in corso) e rimpinguata mediante il successivo decreto sostegni dell’Esecutivo di Mario Draghi (41/2021), l’iniziativa per dare sollievo agli occupati indipendenti in difficoltà a seguito del periodo pandemico si fonda su risorse totali pari a 2,5 miliardi; per rientrare nelle maglie dell’esonero, come rammentato nelle ultime ore dall’Inps, occorre che i lavoratori autonomi abbiano percepito nel periodo di imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro, e abbiano subito un calo del fatturato, oppure dei corrispettivi nell’anno 2020 non inferiore al 33% al confronto con la loro performance del 2019. Esistono, poi, altri due criteri imprescindibili per poter usufruire dell’aiuto statale, ossia non esser stati, nel periodo oggetto dell’esonero, titolari di un contratto di lavoro subordinato e essere in regola con i versamenti (un «paletto», questo, piantato nel terreno dalla norma di rifinanziamento contenuta nel decreto 41/2021).about:blank

Stabilire senza possibilità di errore chi può godere dello «sconto» sui versamenti è un impegno che l’Adepp (l’Associazione degli Enti privati) si era assunta mesi fa (come raccontato su ItaliaOggi del 18 maggio 2021): oltre a quanto menzionato, le Casse avevano (invano) chiesto al ministero di sapere come comportarsi con chi rientra tra i beneficiari, ma ha già effettuato i versamenti. E, soprattutto, fugare ogni ombra sulla questione della «competenza», visto che stando al decreto si tratterebbe dei versamenti minimi del 2021, però non è da escludere possano esser ricomprese pure le autoliquidazioni sui redditi del 2020. Al tempo stesso, sarà utile agli Enti avere un punto di riferimento normativo chiaro per affrontare il caso di coloro che, prossimi all’andata in pensione, avendo maturato il diritto, non hanno ancora presentato domanda per avere l’assegno.

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