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Ania, «in prima fila per la ripresa» Pressing sulla riforma dell’Rc Auto

«La protezione assicurativa deve essere parte fondamentale del piano di ripresa dell’Italia perché riduce la fragilità di individui, famiglie e imprese potenziando la rilevante funzione di ponte tra risparmio ed economia reale che il settore svolge da sempre». E ancora: «Possiamo e vogliamo essere al fianco del governo, delle istituzioni e di tutte le forze produttive e sociali per dare il nostro contributo alla ripartenza del paese, facendo leva sugli assi portanti della nostra mission».

Maria Bianca Farina, presidente di Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici), annuncia la piena collaborazione del settore assicurativo per il rilancio del paese al quale sta lavorando il governo Draghi. E proprio dal premier arriva il riconoscimento dell’importanza di questa disponibilità. «Le compagnie di assicurazione italiane hanno un ruolo cruciale e il loro sostegno attraverso gli investimenti sarà essenziale per affiancare la ripartenza italiana» ha scritto nella lettera inviata alla Farina. Nel giorno dell’assemblea annuale dell’Ania («Noi siamo qua, siamo di nuovo qui. Ed è la vittoria più bella», è stato l’incipit della presidente) torna al centro della scena quel risparmio delle famiglie italiane parcheggiato sui depositi. «La propensione al risparmio è raddoppiata in un anno, raggiungendo il 15,3%, il valore più elevato degli ultimi 20 anni» ha chiosato. Le polizze vita rappresentano il 18,2% dello stock della ricchezza finanziaria delle famiglie; lo stock degli investimenti dell’industria assicurativa ha superato i mille miliardi, di cui 345 in Titoli di Stato. La presidente ha sottolineato la necessità «di innovazioni regolamentari per permettere al settore di continuare a offrire prodotti di medio lungo termine con garanzie» in una fase di tassi molto bassi (come l’introduzione del Fondo utili anche nelle gestioni esistenti e una revisione dei prodotti Unit Linked).

«È auspicabile un intervento di semplificazione delle regole e dei rapporti tra assicurazioni e imprese» per rendere più fluido indirizzare il risparmio verso l’economia reale, ha detto anche il ministero per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti.

Le assicurazioni hanno un ruolo sempre più importante nelle infrastrutture; per la Farina i fondi del Recovery Plan non basteranno «a garantire un’adeguata ripresa e messa in sicurezza del paese». È invece «necessario e urgente affiancare agli sforzi del pubblico gli investimenti privati». Serve attenzione anche al «progetto di revisione di Solvency II» per apportare gli aggiustamenti necessari, «già evidenti nei primi anni di applicazione», al fine di incentivare investimenti a lungo termine e inziative sostenibili. Sul fronte della protezione, per la Farina le Pmi dovrebbero fare di più per coprirsi dai rischi di business interruption e dagli attacchi cyber (solo il 3% delle Pmi è coperto).

Tornano temi già sottolineati nelle precedenti edizioni: per la copertura dalle catastrofi naturali serve un percorso di partnership pubblico-privata. E la questione del welfare, ancora più attuale dopo la pandemia.

Sull’RcAuto il passaggio che punta dritto al sodo e che ha sollevato le inevitabili reazioni. Serve «una riforma del Bonus Malus che ha di fatto perso l’efficacia del suo ruolo», ha detto la presidente. È d’accordo anche la vigilanza, con il presidente Ivass, Luigi Federico Signorini, secondo il quale alcune misure «di dubbia efficacia» sulla RcAuto hanno accelerato «l’obsolescenza delle attuali regole di funzionamento del sistema bonus/malus, rendendole non più idonee a fornire una misurazione attendibile del rischio della guida. Ne è ormai necessaria una completa revisione». Nessuno lo dice apertamente, ma nel mirino ci sono anche le norme relative alla RcAuto familiare introdotte dai precedenti governi. Farina ha ricordato come nel 2020 la riduzione del costo dei sinistri sia stata del 19,9% (in ripresa però nel 2021) a fronte di un calo dei premi del 6 per cento. Tutto questo mentre i prezzi calano a seguito delle politiche di «sconti, sospensioni e differimento dei termini» a seguito della pandemia. E se nel 2020 il ramo RcAuto «ha evidenziato un saldo positivo, si può prevedere un netto peggioramento per il 2021». Nel 2020 sono invece cresciuti premi delle polizze linked (+6,2%). Ieri Signorini ha rivelato che mercoledì Ivass ha inviato una lettera per richiamare le imprese assicurative all’esigenza di disporre di presìdi idonei per la gestione degli strumenti finanziari illiquidi e opachi. «Negli ultimi anni, le ispezioni hanno messo in risalto una presenza sempre maggiore di strumenti complessi nei portafogli di alcune compagnie», ha detto.

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