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«Andiamo avanti con i tassi bassi La Bce non obbedisce ai politici»

FRANCOFORTE

Ieri, Mario Draghi non ha solo mantenuto i tassi d’interesse negativi e fissa la quantità di titoli che la Bce compra sui mercati, comprese le misure di stimolo decise in marzo. Ha anche ribadito che, se ce ne sarà bisogno, andrà oltre, in tutte queste politiche. Non si è dunque mostrato timido, di fronte alle critiche arrivate nei giorni scorsi da Berlino alla Banca centrale europea. Nessun passo indietro. Ha anzi detto che più critiche arriveranno dai governi, più la politica monetaria estremamente accomodante dovrà durare.

Le previsioni prevalenti sulla riunione del consiglio dei Governatori sono state confermate: ieri non è stata presa nessuna nuova misura dopo quelle aggressive adottate il 10 marzo. La conferenza stampa di Draghi che è seguita alla riunione è stata però interessante. Il presidente della Bce ha ribadito che i tassi d’interesse bassi resteranno tali a lungo, anche dopo il marzo 2017; e che se la situazione lo dovesse richiedere saranno abbassati ulteriormente. Non siamo arrivati al livello minimo possibile. Ha riaffermato che la politica monetaria funziona, bisogna però avere «pazienza» perché l’inflazione è rimasta bassa a lungo e farla risalire verso il 2% richiede tempo. Per averne i «pieni benefici» la politica dovrebbe agire «molto più decisamente» su riforme strutturali e politiche di bilancio che rispettino il Patto di Stabilità ma con un mix favorevole alla crescita. Ha poi chiarito che il cosiddetto Helicopter Money di cui si discute molto — in sostanza denaro stampato da dare a cittadini o governi — porrebbe molte «questioni legali e istituzionali», ma comunque il consiglio della Bce «non lo ha mai discusso». I tedeschi, che alla prospettiva inorridiscono, possono essere soddisfatti a metà: la Bce non sta per farlo; Draghi però non ha potuto dire di escluderlo per la vita, perché ciò indebolirebbe l’affermazione secondo la quale egli farà «tutto il necessario» per fare riprendere l’inflazione (che, ha previsto, nei prossimi mesi potrebbe tornare negativa per poi risalire). Ha poi detto che il fondo italiano per le banche in difficoltà «è un piccolo passo nella direzione giusta».

Sulla riunione dell’Ecofin di oggi e domani il presidente della Bce ha fatto rispondere al suo vice Vítor Constâncio. Si discuterà di come trattare i titoli di Stato detenuti dalle banche: l’Italia e altri vorrebbero che la situazione restasse come ora, cioè considerarli a rischio zero; la Germania e altri vorrebbero che invece segnalassero un azzardo legato alla possibilità che uno Stato fallisca. Constâncio ha detto che «ci sono ragioni per cambiare i pesi di rischio», che però «la revisione non deve creare turbolenze non dovute» sui mercati e che comunque le novità dovrebbero essere introdotte su scala globale e non solo nell’eurozona.

Rispondendo alle domande sulle critiche tedesche alla Bce, Draghi ha detto che la banca ha «un mandato di stabilità dei prezzi per l’intera Europa, e non solo in Germania, stabilito dai Trattati, dalla legge». E ha aggiunto: «Noi obbediamo alla legge, non ai politici». In più, «negli scorsi quattro anni la nostra politica è stata l’unica a sostenere la crescita». Il chiarimento che ha avuto con il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, che aveva accusato la Bce di favorire i partiti populisti, è stato «positivo, sincero, pacato, amichevole». E poi il finale graffiante: «Critiche di un certo tipo possono essere viste come un pericolo per l’indipendenza della Bce. E quindi ridurre gli investimenti e la voglia di prendere rischi. Il solo risultato è che la politica monetaria impiegherà più tempo per raggiungere i risultati».

Anche Angela Merkel, poco prima, si era espressa in termini simili: «La Bce è indipendente nella sua politica e ha il chiaro mandato della stabilità dei prezzi».

Danilo Taino

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