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Ancora forti vendite sui listini

Nuova giornata di vendite per le borse, trainate al ribasso dalla debolezza del petrolio e dai dati macroeconomici negativi. Negli Stati Uniti il Pmi (indice agli acquisti) relativo ai servizi di febbraio è crollato a 49,8 punti: non solo ha deluso le attese, ma è finito sotto i 50 punti, livello che delimita la zona di contrazione da quella di espansione.

Inoltre le vendite di nuove unità abitative sono scese in gennaio del 9,2%.

A Milano il Ftse Mib ha ceduto il 2,59% a 16.719 punti e l’All Share il 2,39% a 18.322. In Europa giù Madrid, maglia nera in Europa (-3,07%), Francoforte (-2,64%), Parigi (-1,96%) e Londra (-1,60%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq viaggiavano in calo rispettivamente dello 0,75% e dello 0,59%. Lo spread fra Btp decennali e Bund tedeschi è terminato in progresso a 139 dopo avere raggiunto un massimo a 143.

A piazza Affari vendite sui titoli oil&gas: Tenaris ha perso il 4,62%, Eni il 2,48% e Saipem l’1,55%. Quest’ultima ha ridotto le perdite dopo la pubblicazione dei conti. Tenaris è uscita dal portafoglio principale di Equita sim: la casa d’affari ritiene che il consenso sia troppo alto, considerato l’attuale scenario di mercato.

In frenata anche le banche: B.P. E.Romagna ha lasciato sul terreno il 6,36%, B. Mps il 5,86%, B.P. Milano il 5,61%, B. Popolare il 4,86%, Ubi B. il 3,63%, Intesa Sanpaolo il 3,42%, Unicredit l’1,68%, Mediobanca l’1,07%. In flessione B. Mediolanum (-2,22% a 6,175 euro): Banca Imi ha ridotto il prezzo obiettivo da 8,7 a 7,5 euro confermando la raccomandazione add. Dopo i conti dello scorso anno gli analisti hanno rivisto le stime sulla base dell’aggiornamento delle previsioni.

Prysmian (-1,45%) ha ridotto un po’ il calo dopo i conti 2015 che, a detta di un analista, hanno evidenziato un utile sopra le attese. In controtendenza Exor (+1,34% a 28 euro): un esperto ha segnalato che, come previsto, il gruppo ha finalizzato la cessione del 17,1% in Banijay per 60,1 milioni, registrando una plusvalenza di 24,8 mln.

Nel resto del listino in gran spolvero Prelios (+6,79% a 0,1101 euro), su cui Equita sim ha alzato la raccomandazione a hold, con prezzo obiettivo posto a 0,17 euro. Lettera, invece, su Fincantieri (-4,69% a 0,325 euro) dopo che Citigroup ha limato il target price da 0,48 a 0,38 euro (rating neutral). Salini Impregilo, dopo avere toccato un massimo a 3,498 euro, ha accelerato al ribasso con il mercato, archiviando la seduta a -2,75% a 3,282 euro. Gli analisti hanno comunque apprezzato i conti 2015.

Nei cambi, la paura dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea è tornata ad affondare la sterlina, che per la prima volta da sette anni è scesa sotto 1,40 dollari a 1,3879 per poi recuperare in chiusura a 1,3937. L’euro è terminato in lieve progresso a 1,1042 dollari, ma è arretrato ancora nei confronti dello yen a 122,69.

Per le materie prime, il petrolio si è mosso in leggero recupero solo nelle fasi finali delle contrattazioni: a Londra il Brent era in rialzo di 89 centesimi a 34,16 dollari, mentre a New York il Wti si muoveva sul filo della parità a 31,92 dollari. Le scorte settimanali di greggio negli Stati Uniti sono risultate pari a 507,607 milioni di barili, in aumento di 3,502 mln di barili rispetto alla settimana precedente: numeri che continuano a mostrare l’eccesso di offerta di greggio, mentre non si trova un accordo per il taglio produttivo a livello globale.

Forti acquisti, infine, sull’oro, che guadagnava 20 dollari a 1.244 dollari.

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