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Anche l’ipoteca si può sospendere

Dall’ipoteca iscritta dal concessionario della riscossione per garantire i crediti erariali, potrebbe derivare ai ricorrenti un danno grave ed irreparabile, per cui è necessario ricomprendere il provvedimento di iscrizione ipotecaria tributaria tra gli atti soggetti a sospensione ex articolo 47 del dlgs 546/1992. Sono, in sintesi, le conclusioni che si traggono dall’ordinanza n. 202/1/2012 della sezione prima della Commissione tributaria provinciale di Milano, depositata in segreteria lo scorso tre luglio. L’ipoteca disciplinata dagli articoli 2808 e seguenti del codice civile, «attribuisce al creditore il diritto di espropriare, anche in confronto del terzo acquirente, i beni vincolati a garanzia del suo credito e di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato dall’espropriazione». L’esattore, comunque, in base a una recente modifica dell’articolo 77 del dpr 602/73, dal 2 marzo 2012 non può, per garantire crediti erariali, iscrivere ipoteca sotto il limite di 20 mila euro; inoltre, il legislatore sempre con una modifica dello stesso articolo 77, in vigore dal 13 luglio 2011, ha introdotto l’obbligo di comunicare al debitore l’intenzione di iscrivere ipoteca (nel caso di mancato pagamento del debito erariale nei trenta giorni successivi). In tema di sospensione di cui all’articolo 47 citato, esiste il convincimento che l’ipoteca esattoriale, per sua stessa natura non possa essere «sospesa»; così l’ipoteca, a parere di una parte della giurisprudenza di merito, può essere solamente cancellata o confermata da una sentenza di merito, ed è quindi «inammissibile il ricorso alla procedura cautelare al fine di ottenere la sospensione dell’efficacia del provvedimento». Tuttavia la Commissione tributaria milanese, nella ordinanza in commento è stata di diverso avviso. La pronuncia del collegio trova in effetti conforto in un orientamento dottrinale che ritiene l’istituto della sospensione estendibile anche alle ipoteche tributarie; così il collegio provinciale, ispirato da canoni di giustizia sostanziale, ha ritenuto che fosse doveroso sospendere l’ipoteca, così da assicurare un diritto cautelare di difesa costituzionalmente garantito, almeno fino al momento della pronuncia di merito. Pensiamo al danno d’immagine che potenzialmente potrebbe arrecare una ingiusta iscrizione pregiudizievole; pensiamo alla perdita di credibilità da parte dei fornitori o delle banche, o anche agli effetti negativi in seguito alla perdita di commesse, o addirittura dalla vendita forzata del bene ipotecato. L’ordinanza di sospensione dell’ipoteca, in termini pratici, impartisce all’esattore un ordine di «non facere», evitando che lo stesso possa procedere alla vendita del bene ipotecato prima che sia intervenuta una sentenza di merito che annulli o confermi la trascrizione pregiudizievole; infine, un altro aspetto da non sottovalutare (subordinato alla necessità di concedere la sospensione anche in presenza di ipoteca) lo riscontriamo nell’articolo 47 del dlgs 546/92 laddove impone la discussione della sospensione nel termine massimo di centottantagiorni; mentre, in caso di concessione della sospensione, la trattazione del merito deve avvenire entro i successivi novanta giorni, limitando così al massimo i disagi in caso di un provvedimento ingiusto.

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