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Anche le pensioni nel menù della spending

ROMA
Possibilmente a inizio primavera. Al più tardi prima della prossima legge di stabilità. Sotto la spinta della spending review targata Cottarelli sono destinati ad arrivare alcuni ritocchi a una fetta dell’impalcatura del sistema previdenziale, da abbozzare magari entro fine febbraio, al termine della prima fase di ricognizione sulla spesa, senza comunque stravolgere l’impianto della riforma Fornero. Lo stesso commissario straordinario alla revisione della spesa ha più volte affermato che nel mirino potrebbero finire le cosiddette pensioni d’oro e d’argento. Un bacino non proprio limitato che comprenderebbe gli assegni medio-alti con connotazione retributiva (calcolati sulla base dello stipendio e non solo dei contributivo versati), le reversibilità sempre in relazione al passaggio al contributivo ed eventualmente il meccanismo di cumulo tra più trattamenti previdenziali e altri redditi da lavoro.
Il dossier è sul tavolo di uno dei 25 gruppi di lavoro formati da Cottarelli, e precisamente quello del ministero del Lavoro. Che però è intenzionato ad analizzare con molta attenzione la questione sia per le ricadute a livello costituzionale sia per evitare di rallentare la corsa di alcune misure già allo studio del ministro Enrico Giovannini. A cominciare da quelle per consentire l’anticipo della pensione ai lavoratori vicini all’uscita che hanno prematuramente perso il posto di lavoro (si veda Il Sole-24 Ore del 7 ottobre scorso).
Da tempo i tecnici del ministro del Lavoro stanno lavorando a questo intervento che potrebbe essere sottoposto alle parti sociali nelle prossime settimane. Un intervento che prevederebbe la possibilità di riconoscere con un anticipo di 2 o 3 anni la pensione maturata a soggetti rimasti senza impiego e senza ammortizzatore sociale, con almeno 62 anni di età e 35 di contributi. Una sorta di sussidio di ultima istanza, che potrebbe interessare 10-15mila ex lavoratori nel 2014. Nuovi pensionati che poi dovrebbero restituire all’Inps l’anticipo con micro-prelievi sull’assegno, una volta scattati i requisiti ordinari di accesso. Resta però da sciogliere il nodo della copertura dei costi dell’operazione.
In ogni caso l’idea di dare il via a una “manutenzione” del sistema previdenziale sembra ormai acquisita. E il pacchetto Giovannini in corsa potrebbe anche amalgamarsi con il pacchetto spending review. Carlo Cottarelli si è più volte detto consapevole di quanto sia «delicato» il tema delle pensioni e ha anche evidenziato l’importanza della riforma Fornero per chi andrà in pensione in futuro. Ma il commissario straordinario ha anche sottolineato come la spesa per pensioni sul Pil resti la più alta tra i Paesi avanzati e non solo per motivi demografici. Anche per questo motivo per fine febbraio, quando sarà completata la prima fase di ricognizione sulla spesa pubblica, Cottarelli si attende indicazioni chiare dalla mini task force di esperti costituita al ministero del Lavoro. Il mandato conferito dal commissario straordinario, del resto, è chiaro: tra i temi da discutere è compresa la «razionalizzazione delle prestazioni previdenziali – es. “pensioni d’oro”, pensioni di reversibilità in relazione al passaggio al contributivo etc. – e miglior targeting delle prestazioni assistenziali».
Dai suggerimenti e dalle proposte che arriveranno da questo gruppo di lavoro e dagli altri 24 prenderanno corpo, al più tardi a inizio marzo, le prime ipotesi di tagli selettivi di spesa da sottoporre al Governo per avviare il cammino per giungere alla meta dei 32 miliardi di risparmi (2 punti di Pil) nel 2016. Tra i dossier più delicati quelli del pubblico impiego, con l’ipotesi di ricorrere a un contratto unico (superando l’attuale suddivisione per comparti) per favorire la mobilità del personale, e dell’utilizzo degli immobili pubblici con l’interscambiabilità tra quelli di ministeri e Comuni (soprattutto per gli affitti) ed eventuali dismissioni. Ma già entro gennaio ci dovrebbe essere un primo antipasto di “spending” con la stretta sulle auto blu.

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