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Anche il Credit Suisse va in rosso

di Lino Terlizzi

Con i dati del Credit Suisse, si è conclusa ieri la settimana dei risultati delle maggiori banche elvetiche. Prima del Cs, erano state Julius Bär e Ubs a render note le cifre relative al 2011. Un anno nel complesso segnato da un calo degli utili più o meno consistente per gli istituti rossocrociati. L'ultimo trimestre, in particolare, è stato caratterizzato da un colpo di freno per Ubs e Credit Suisse, rispettivamente numero uno e numero due tra le banche svizzere, che comunque sono riusciti ad archiviare il 2011 con utili annuali non secondari.

Il Credit Suisse ha registrato un utile netto di 1,95 miliardi di franchi per l'intero esercizio 2011, in calo del 62%. Nel quarto trimestre il Credit Suisse ha subito un perdita netta di 637 milioni di franchi, contro gli 841 milioni di franchi di utile nello stesso periodo dell'anno prima. Sui risultati del 2011 hanno influito la contrazione dell'attività della clientela e il franco forte, oltre a fattori straordinari legati alla riduzione dei costi e all'evoluzione della strategia della banca, ha spiegato il gruppo. Come già per Ubs, anche per Credit Suisse una parte degli analisti aveva pronosticato risultati migliori e il titolo dell'istituto ieri a Zurigo è sceso del 3,5%.Il gruppo guidato dal ceo Brady Dougan continua nel piano di riduzione dei rischi e anche nel programma di riduzione dei costi e degli organici. Agli azionisti sarà altresì proposto un dividendo di 0,75 franchi per azione, contro gli 1,30 franchi dell'anno precedente. Nel quarto trimestre 2011 l'investment banking ha registrato una perdita ante imposte di 1,3 miliardi di franchi, contro l'utile di 558 milioni di franchi di un anno prima; nella gestione di patrimoni il risultato lordo è stato invece positivo per 467 milioni di franchi. Un fattore di rilievo per Cs è stato comunque l'afflusso netto di nuovi fondi, pari a 40,9 miliardi di franchi per l'intero 2011, cifra in diminuzione rispetto al 2010 ma in ogni caso consistente secondo la banca, considerando il quadro complessivo dei mercati. Da rilevare che l'esposizione lorda del Cs ai titoli di Stato italiani alla fine del 2011 è salita a 3,5 miliardi di euro dai 2,5 miliardi di fine 2010, con una l'esposizione netta di 0,5 miliardi (da 0,2 miliardi).

Come spiega la relazione sul quarto trimestre, tutte le posizioni su titoli di Stato dei Paesi periferici dell'Eurozona alla fine del 2011 «erano completamente controbilanciate da posizioni 'short' su tali titoli». Quasi tutta l'esposizione (che ammonta a 3,8 miliardi) riguarda in realtà l'Italia: non c'é nessuna esposizione a Spagna e Irlanda, 100 milioni sono sul Portogallo e 200 sulla Grecia. Il Credit Suisse é anche esposto per 1,8 miliardi a istituzioni finanziarie italiane e 1,9 miliardi al settore corporate della Penisola. L'esposizione a titoli sovrani italiani era scesa a 2,3 miliardi alla fine del primo e del secondo trimestre 2011 ed era poi salita a 3,1 miliardi a fine settembre (0,6 netti).

Sull'onda dei risultati dell'anno appena chiuso, i bonus saranno ridotti del 41%, in linea con il -40% in casa Ubs. Quest'ultima nei giorni scorsi ha reso noto un utile netto di 4,2 miliardi di franchi per l'intero 2011 (contro 7,5 miliardi di franchi nel 2010), con un profitto di 393 milioni di franchi sceso del 76% nel quarto trimestre per lo più a causa del rosso nell'investment banking.
 

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