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Anatocismo senza vie di fuga

Anatocismo bancario a maglie strette. Gli interessi verranno calcolati al 31 dicembre di ciascun anno, escludendo così la possibilità di conteggi infra annuali. L’addebito delle somme a debito in sorte capitale avverrà 60 giorni dopo la chiusura dell’anno, mentre gli importi a credito saranno disponibili per il cliente già dal primo gennaio.

Il divieto di anatocismo verrà inoltre esteso alle carte di credito cosiddette revolving. Sono queste alcune delle novità contenute negli emendamenti di cui il Governo dovrà tener conto, approvati ieri dalla Camera e legati al dl banche, in fase di conversione in legge. Oggetto di approvazione anche le disposizioni relative all’imposta fissa di registro a 200 euro per il privato che compra casa in ambito di asta giudiziaria e la proroga di due giorni di tempo (7 totali) per usufruire dello sconto del 30% sul pagamento di una multa con pagamento tramite servizi di home banking.

Bcc, Gacs e altre misure. Il decreto legge (14 febbraio 2016 n.18) che riforma le banche del credito cooperativo include al suo interno sia disposizioni direttamente legate agli istituti del credito, sia misure che coinvolgono privati, imprese e clienti. Della prima categoria fanno parte la ridefinizione della struttura delle bcc (si veda ItaliaOggi del 17/03) e le disposizioni sulla cartolarizzazione delle sofferenze bancarie, dietro corresponsione da parte dello stato di garanzie (Gacs) a prezzo di mercato. Un secondo blocco di misure si rivolge invece più direttamente all’attività bancaria e al consumatore.

Acquisto casa in asta giudiziale. L’art. 16 del decreto, che modificando la disciplina fiscale dei trasferimenti immobiliari nell’ambito di vendite giudiziarie, prende in considerazione (con specifiche dell’emendamento Sanga, Pd) il privato che compra casa tramite asta giudiziaria, il quale non dovrà più corrispondere un’imposta di registro del 9% ma una aliquota fissa di 200 euro. Questi inoltre non avrà più l’obbligo di vendita entro due anni se «in capo all’acquirente ricorrono le condizioni» per usufruire delle agevolazioni prima casa.

Limiti all’anatocismo. Nella sezione relativa alle disposizioni in materia di gestione collettiva del risparmio (art. 17), il grosso delle novità ieri approvate risiede nel trattamento dell’anatocismo bancario: l’emendamento (Boccadutri, Pd) interviene sul Tub con il vincolo del conteggio degli interessi sia debitori che creditori al 31 dicembre di ogni anno; ciò limiterà le libere interpretazioni della norma ora in vigore, riducendo i casi di contenzioso. La proposta si sviluppa su tre vie: l’estensione del divieto di anatocismo anche a carte di credito revolving (linea di credito flessibile ricaricabile); l’esigibilità dal 1 marzo di ogni anno degli interessi debitori maturati; la disponibilità immediata per il cliente sugli interessi creditori fruttati (dal 1° gennaio). In tal modo viene dunque a cadere la possibilità di interessi infrannuali e le anomalie di calcolo ad esse connesse.

Sconti estesi sulle multe. Il dl banche non si ferma al solo ambito bancario. Andando a modificare l’art. 202 del codice della strada, si è disposto tramite emendamento che per coloro che pagheranno una multa con servizi di home banking ci saranno due giorni in più di tempo per usufruire della tariffa scontata prevista oggi per chi adempie all’onere entro 5 giorni dalla ricezione della stessa. Il pagamento elettronico, in altri termini, estenderà a sette giorni il diritto allo sconto del 30%.

Garanzie ampie sulle sofferenze. Tra gli altri via libera disposti ieri sulle proposte di modifica del decreto, un emendamento che estende agli intermediari finanziari iscritti all’albo la possibilità di acquistare le garanzie statali Gacs dallo stato, qualora decidesse di impacchettare i propri crediti inesigibili a bilancio e venderli sul mercato sotto forma di obbligazioni. Tale operazione ha per fine quello di alleggerire i conti non solo delle banche ma anche degli altri operatori finanziari, permettendo loro maggiori spazi di concessione di denaro al cliente. A tal fine, il fondo previsto dal Mef di 100 milioni di euro a copertura dell’operazione passerà a 120 milioni. Infine, sarà un decreto «di natura non regolamentare» del ministro dell’Economia ad adeguare il tasso di remunerazione del conto corrente di tesoreria centrale (denominato Cdp spa-gestione separata), al fine di allinearlo ai livelli di mercato, in relazione all’effettiva durata finanziaria delle giacenze del conto medesimo e tenuto conto del costo effettivo delle passività che lo alimentano.

Gloria Grigolon

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