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Ammortamenti in quattro classi

di Luca Miele e Valeria Russo

Cambiamento in vista per il regime fiscale degli ammortamenti. Si profila una drastica riduzione del numero di aliquote e l'introduzione di un “paniere” in cui confluiranno più beni con unico coefficiente di ammortamento. Il tutto a partire dal periodo d'imposta 2013. La manovra (Dl 98/2011 convertito dalla legge 111/2011, articolo 23, comma 47) introduce sostanziali modifiche all'attuale sistema di ammortamento dei beni strumentali. Non è solo una revisione dei coefficienti previsti dal Dm 31 dicembre 1988, ma un intervento che punta alla semplificazione.

L'intervento abroga, seppure implicitamente, le disposizioni dell'articolo 6 del Dl 78/2009 in base al quale, entro il 31 dicembre 2009, si doveva provvedere alla revisione dei coefficienti fiscali di ammortamento: cosa mai avvenuta.

A fronte di un testo normativo piuttosto “scarno”, la relazione tecnica contribuisce a meglio precisare i contenuti della nuova disposizione. In sintesi, il nuovo sistema dovrebbe prevedere solo quattro categorie di beni (materiali e immateriali), di cui tre “individuali” da ammortizzare in base alla vita utile e a quote costanti e una “cumulativa” che comprenderebbe anche beni di natura del tutto diversa da ammortizzare con unica aliquota (paniere).

– Le tre categorie “individuali” e i rispettivi coefficienti di ammortamento, da quanto risulta dalla relazione tecnica, dovrebbero essere le seguenti:

e immobili in 40 anni;

r attività materiali di lunga durata in 15 anni;

t attività immateriali in 15 anni.

– Nella quarta categoria (il paniere) sarebbero compresi tutti gli altri beni per i quali si applicherebbe un'aliquota unica.

Il regime vigente è, invece, caratterizzato da una divisione dei beni per settori di attività e da un numero infinito di aliquote di ammortamento. La semplificazione è introdotta a fronte, secondo la relazione tecnica, di un maggior onere per i contribuenti. La norma sembra ispirarsi alla proposta di direttiva del Consiglio relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società Com(2011) 121 definitivo che, agli articoli 36 e 39, reca rispettivamente la disciplina delle attività ammortizzabili individualmente (edifici, attività materiali di lunga durata e attività immateriali) e quella del paniere di attività. Metodo, peraltro, utilizzato in altri paesi come, ad esempio, l'Inghilterra.

Le aliquote previste dalla proposta di direttiva coincidono con quelle di riferimento della relazione tecnica alla manovra con la precisazione che per le attività immateriali la vita utile è individuata nel periodo per il quale l'attività beneficia di protezione giuridica o per il quale il diritto di uso è concesso o, se tale periodo non può essere determinato, 15 anni.

Nella proposta di direttiva il valore ammortizzabile del paniere di attività al termine dell'esercizio è pari al suo valore fiscale dell'esercizio precedente, “aggiustato” in funzione delle attività che entrano ed escono dal paniere durante l'esercizio. Gli “aggiustamenti” in positivo riguardano i costi di acquisizione, costruzione o miglioramento delle attività, quelli in negativo sono rappresentati dai corrispettivi della cessione delle attività.

I reali contenuti della previsione della manovra troveranno spazio in un regolamento che sarà emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge n. 400/1988: quindi con un Dpr, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato.

In riferimento alla decorrenza, la nuova normativa si applicherà dal 2013. Andrà verificato se il nuovo sistema di ammortamento si applicherà solo ai beni di nuova acquisizione o anche ai beni già posseduti e parzialmente ammortizzati come si desume dalla relazione tecnica. Quest'ultima soluzione è anche quella adottata dalla proposta di direttiva e sembrerebbe ampliare ancora di più gli effetti di semplificazione.

La modifica del regime fiscale degli ammortamenti comporterà anche una revisione della disciplina della deduzione dei canoni di locazione finanziaria prevista dall'articolo 102, comma 7, del Tuir. Infatti, tale deduzione è ammessa:

a) per i beni mobili, a condizione che la durata del contratto di leasing sia inferiore ai due terzi del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente di ammortamento stabilito per il bene in locazione;

b) per i beni immobili, si applica la stessa regola, a condizione che la durata del contratto non si inferiore a undici anni o superiore ai diciotto anni. Se la durata del periodo di ammortamento degli immobili fosse fissata in 40 anni, il limite dei 18 anni oggi previsto andrebbe necessariamente aggiornato.

 

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