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Ammissibile l’appello notificato via Pec

L’appello notificato tramite posta elettronica certificata dall’Ufficio tributario appellante è ammissibile anche laddove il ricorso introduttivo del primo grado, proposto dal contribuente, sia avvenuto nelle forme cartacee, poiché il vincolo al rispetto di tali forme sussiste in capo al ricorrente in primo grado e non all’appellante in secondo. È quanto si legge nella sentenza n. 1245/02/18 della CTR Lombardia del 23 marzo. Il collegio lombardo ha bocciato l’eccezione di inammissibilità del ricorso in appello dedotta nelle controdeduzioni depositate dalla società contribuente, che aveva ritenuto violate le norme che regolano le modalità di notifica, cartacea o telematica, del ricorso introduttivo e dell’appello, essendo stato quest’ultimo proposto dall’ufficio via pec e non in modalità cartacea come avrebbe imposto la presentazione del ricorso di primo grado. Tale assunto di parte appellata non poteva essere condiviso, difatti, l’Agenzia delle Entrate appellante replicava con proprie memorie che il vincolo circa la modalità di proposizione del ricorso sussiste, semmai, in capo al contribuente rispetto alle modalità prescelte per la presentazione del ricorso in primo grado e non, a contrario, come nel caso di specie, in capo all’ufficio appellante. Nel rigettare l’eccezione preliminare, la commissione regionale chiariva che la notifica via Pec dell’appello effettuata dall’Ufficio delle Entrate di Varese doveva ritenersi del tutto conforme al disposto di cui all’art. 2, comma 3, del decreto Mef n. 163/13, il quale, regolando la possibilità di notifica in via telematica degli atti e provvedimenti del processo tributario, prevede che “la parte che abbia utilizzato il primo grado le modalità telematiche di cui al presente regolamento è tenuta ad utilizzare le medesime modalità per l’intero grado del giudizio nonché per l’appello”. Il dettato normativo, dunque, pone il vincolo rispetto alle modalità utilizzate in primo grado, valevoli anche in secondo, solo per la parte che lo introduce. Giova confrontare, a riguardo, anche l’indirizzo espresso dalla provinciale di Latina (sent. n. 268/6/18) sulle modalità di presentazione del ricorso introduttivo del processo tributario che indirizzano poi ogni grado del giudizio: è la parte che introduce il giudizio ad essere condizionata dalla scelta effettuata in primo grado così che se il primo grado è cartaceo, la notifica dell’appello deve essere eseguita secondo le modalità ex art. 16 dlgs 546/92, e non è possibile ricorrere alla Pec, prevista soltanto dall’art. 16-bis, operante per il solo Ptt.Benito Fuoco

L’Agenzia delle entrate Direzione provinciale di Varese – appellante-, così come costituita in atti, depositava presso questa Commissione in data 5 luglio 2017 l’atto di appello avverso la sentenza n. 222/03/2017 della Commissione tributaria provinciale di Varese ( ) In data 6 ottobre 2017 la società contribuente N. S.p.a. – appellata – depositava presso questa Commissione le controdeduzioni e si costituiva in giudizio, eccependo, preliminarmente, l’inammissibilità dell’appello per il fatto che la sua notifica fosse avvenuta per posta elettronica certificata all’indirizzo del difensore, essendo stato incardinato il giudizio di primo grado con modalità cartacea. ( ) In data 31 ottobre 2017 l’Agenzia delle entrate Direzione provinciale di Varese – appellante – depositava telematicamente presso questa Commissione memorie di replica, prendendo posizione contro l’eccezione di inammissibilità dell’appello avanzata dalla società appellata con il suo atto delle controdeduzioni, affermando che è il contribuente ricorrente ad essere vincolato a proseguire il giudizio con modalità telematiche, avendole utilizzate sin dalla proposizione del ricorso introduttivo della controversia, ma non anche il contrario, come nel caso di specie. ( )L’appello, proposto dall’Agenzia delle entrate Direzione provinciale di Varese, è fondato ed è accolto. La sentenza impugnata, emessa col n. 222/03/2017 dalla Commissione tributaria provinciale di Varese, è riformata. Preliminarmente li Collegio rigetta l’eccezione di inammissibilità dell’appello, così come proposta dalla società contribuente appellata, perché l’Ufficio appellante, notificando telematicamente l’appello, non ha violato la disposizione racchiusa nell’articolo 2, comma 3, del decreto Mef n. 163/2013, in quanto tale norma prevede espressamente che solo la parte che abbia utilizzato in primo grado le modalità telematiche di notifica e di deposito del ricorso introduttivo è vincolata a proseguire ad utilizzarle per l’intero grado di giudizio e per l’appello. ( ) P.Q.M. La Commissione accoglie l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate Direzione provinciale di Varese e, per l’effetto, in riforma dell’impugnata sentenza, conferma la legittimità del silenzio rifiuto all’istanza di rimborso dell’Imposta di Registro oggetto della controversia ( ).

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