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Amministrazione straordinaria per più aziende

Primo sì alla delega di riforma dell’amministrazione straordinaria. La Camera ha approvato ieri il provvedimento che passa ora all’esame del Senato. L’obiettivo è di ricondurre a un quadro di regole generali comuni una disciplina oggi dispersa in una pluralità di misure, con l’obiettivo di fare coesistere le esigenze dei creditori e l’interesse pubblico alla conservazione del patrimonio e alla tutela dell’occupazione di imprese in stato di insolvenza che, per dimensioni, appaiono di particolare rilievo economico e sociale. La delega rappresenta uno stralcio dal più ampio progetto di riforma dell’intera Legge fallimentare in discussione al Senato.
Rispetto alla situazione attuale, si estende la platea delle imprese che potranno usufruire della procedura, visto che il requisito dimensionale passa da 200 a 250 addetti e in complessivi 800 in caso di contestuale richiesta di ammissione alla procedura di più imprese del gruppo. Inoltre il requisito dimensionale, e dunque il concetto di «grande impresa», non è più ancorato ai soli occupati, ma anche alla media del volume di affari degli ultimi tre esercizi.
Viene poi istituito l’Albo dei commissari straordinari per l’amministrazione delle grandi imprese in stato di insolvenza; per l’iscrizione sono necessari i requisiti di indipendenza, professionalità, onorabilità, trasparenza. Inoltre indispensabili anche l’assenza di conflitti di interesse e l’avere svolto funzioni di amministrazione o funzioni direttive nell’ambito di imprese di notevoli dimensioni.
Il tribunale, solo se lo riterrà necessario, potrà assegnare a un professionista iscritto all’Albo l’incarico di attestare, entro i successivi trenta giorni, l’esistenza dei presupposti per il recupero dell’equilibrio economico delle attività imprenditoriali, con l’obiettivo di adottare il decreto di ammissione del debitore all’amministrazione straordinaria.
Sono poi specificate le modalità con le quali il ministro dello sviluppo economico deve procedere alla nomina del commissario straordinario (o di 3 commissari straordinari nei casi di eccezionale complessità) ai quali sono attribuite l’amministrazione e la rappresentanza dell’impresa insolvente.
Introdotta ancora una tempistica più stringente per la procedura di ammissione alla procedura. In primo luogo il tribunale, entro 45 giorni (e non più entro 2 mesi) dall’apertura della procedura, dopo avare acquisito parere favorevole del ministro dello Sviluppo economico, che diventa «obbligatorio e vincolante» ammette l’impresa all’amministrazione straordinaria.

Giovanni Negri

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