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Amministratori, spazio alla nomina in forma orale

La nomina non scritta dell’amministratore e la “cogestione” dell’amministrazione condominiale sono state oggetto di un esame da parte della Corte di cassazione, (sentenza n. 3459/2015), interessata in un giudizio che vedeva contrapposti un condominio e la ditta di amministrazioni condominiali (che lo aveva citato in giudizio per asseriti crediti professionali non corrisposti), nel respingere il ricorso presentato dalla ditta ribadiva che «si può convenire in astratto sulla possibilità di conferire l’incarico di amministratore di condominio senza utilizzo della forma scritta».
Il caso riguardava una ditta di amministrazioni condominiali che si era rivolta, depositando un ricorso per ingiunzione di pagamento, al giudice di pace di Ancona per un mancato pagamento; il decreto veniva notificato al condominio il quale, a sua volta, proponeva opposizione. Opposizione che veniva poi accolta dal giudice di pace, con la conseguenza della revoca del relativo decreto revocato.
Con successiva sentenza il Tribunale di Ancona, a sua volta, confermava la sentenza di primo grado respingendo l’appello proposto dalla soccombente ditta di amministrazioni condominiali.
Alla Cassazione venivano così sottoposti, dal ricorrente, i due seguenti quesiti di diritto: 1) se «indipendentemente da una investitura formale da parte dei condomini» possa essere considerato amministratore di condominio colui al quale i condomini si rivolgono abitualmente per l’espletamento delle relative funzioni (ad esempio predisporre i bilanci e convocare le assemblee), come nel caso di quel condominio, dove una persona era amministratore “di fatto” senza, appunto, secondo il ricorrente, una nomina formale ;
2) se sia compatibile con il carattere personale del mandato di amministratore di condominio l’affidamento dell’incarico a una struttura nella quale al soggetto inizialmente nominato si possono indistintamente associare altre persone «con l’attribuzione a tutti del potere di rappresentanza anche nei confronti dei terzi».
La Corte ha quindi affermato come sia possibile che la nomina non sia in forma scritta, anche se, nel caso specifico, in realtà, nel verbale la nomina c’era. Sul secondo quesito, invece, la Corte non si pronunciava (era stato proposto per la prima volta in Cassazione) ma da tempo il suo insegnamento verte sulla possibilità di affidare l’incarico di amministratore condominiale anche a persone giuridiche e non solo a soggetti singoli: questo (secondo la Corte) senza che venga inficiato il rapporto personale e fiduciario che deve sussistere fra mandante e mandatario, e cioè fra condominio e amministratore.

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