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Amministratori, formazione doc

Ai blocchi di partenza la formazione per gli amministratori di condominio. Ogni corso dovrà avere un responsabile scientifico e potrà essere svolto anche in via telematica, salvo l’esame finale da tenersi nella sede fisica individuata. Tutte le attività formative dovranno essere preventivamente comunicate via Pec dagli organizzatori al ministero della giustizia (date, modalità di svolgimento, nominativi dei formatori). È quanto dispone il dm sulla formazione degli amministratori di condominio predisposto da via Arenula, che ha incassato il via libera del consiglio di stato (parere n. 1802/2014) ed è ora atteso per la pubblicazione in G.U. Il regolamento, previsto dall’articolo 1, comma 9 del dl n. 145/2013, definisce le regole sulla formazione iniziale e periodica degli amministratori, nonché i requisiti dei soggetti in grado di erogarla. Si tratta di un provvedimento piuttosto atteso, dal momento che negli ultimi mesi, dopo la conversione del decreto «Destinazione Italia», sul mercato della formazione si è registrata una certa confusione (e qualche polemica) sui chi potesse ritenersi autorizzato a effettuare i seminari e come. Il dm stabilisce criteri, modalità e contenuti dei corsi di formazione e di aggiornamento, nonché i requisiti del formatore e del responsabile scientifico. Il ministero ha però ritenuto di non prevedere alcun registro ad hoc dei fornitori e dei responsabili scientifici, né uno specifico sistema di controlli ex post. Ciò in quanto «si è preferito non far gravare sul bilancio del dicastero gli ulteriori oneri che deriverebbero dall’espletamento delle predette incombenze». Una decisione, questa, che secondo i giudici di palazzo Spada «rientra nell’ambito della discrezionalità del ministero, ritenendola peraltro né illogica né irrazionale». D’altra parte la normativa primaria non prevede specifiche disposizioni in merito. La sezione consultiva per gli atti normativi del consiglio di stato, infine, boccia la norma che avrebbe fatto entrare immediatamente in vigore il regolamento il giorno successivo a quello di pubblicazione. «Non si ravvisa, nella specie, alcuna particolare ragione che consigli di derogare al normale periodo di vacatio legis di cui al codice civile», evidenzia il parere. Inoltre, deve essere concesso al ministero della giustizia il tempo materiale per poter adeguare il proprio sito internet alla nuova disciplina, attraverso la previsione di un’apposita sezione dedicata alla formazione degli amministratori e recante tutti i dettagli dei corsi.

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