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Amministratori condominiali, formazione al primo traguardo

Amministratori condominiali alla resa dei conti. Manca meno di un mese alla scadenza del primo anno di aggiornamento periodico. Entro il prossimo 9 ottobre dovranno, infatti, essere state maturate le 15 ore di crediti formativi annuali previste dal regolamento del ministero della giustizia sulla formazione obbligatoria.
L’introduzione dell’obbligo formativo. Con l’art. 71-bis disp. att. c.c. introdotto dalla legge n. 220/2012 di riforma del condominio sono stati introdotti una serie di requisiti per lo svolgimento dell’attività di amministratore (si veda altro servizio in pagina), fra i quali sicuramente campeggia quello della formazione professionale. Essa rappresenta infatti il principale strumento che il legislatore ha individuato per rendere più serio il mercato della gestione dei condomini e allontanarne i soggetti incompetenti e poco motivati. Tanto è vero che l’aggiornamento periodico è diventato un obbligo trasversale e interessa tutti gli amministratori, anche quelli che già svolgessero tale attività al momento di entrata in vigore della legge (18 giugno 2013), rimanendone esentati soltanto quei condomini che intendano prendersi sulle spalle l’onere della gestione del condominio in cui abitano. Le modalità con cui gestire la formazione e l’aggiornamento professionale non erano però state disciplinate in maniera specifica dall’art. 71-bis disp. att. c.c. e sono quindi rimaste lettera morta fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del ministero della giustizia n. 140/2014, recante appunto la determinazione dei criteri per la formazione degli amministratori condominiali, entrato in vigore il 9 ottobre del 2014.

La disciplina introdotta dal dm n. 140/2014. Il decreto del ministero della giustizia ha quindi indicato in 72 ore la durata minima del corso di formazione iniziale, delle quali almeno un terzo dedicate a esercitazioni pratiche. L’obbligo formativo di aggiornamento periodico, invece, ha cadenza annuale, per una durata di almeno 15 ore all’anno. Detto obbligo, come detto, decorre dall’entrata in vigore del dm n. 140/2014 e, quindi, scadrà il prossimo 9 ottobre. Le materie sulle quali devono articolarsi i corsi di formazione iniziale e periodica sono a loro volta state previste dal medesimo ministero (si veda la relativa tabella). Le modalità di gestione dei corsi sono invece state rimesse integralmente alla discrezionalità dei relativi organizzatori, essendosi il dicastero di via Arenula limitato a stabilire che gli stessi possano essere svolti anche in via telematica (salvo l’esame finale) e che, prima del loro avvio, debbano essere comunicati via e-mail (esclusivamente all’indirizzo di posta elettronica ufficio3.dgcivile.dag@giustiziacert.it), i dati relativi al periodo, alle modalità di svolgimento e ai nominativi dei relativi formatori e del responsabile scientifico.

Proprio sui requisiti di questi ultimi soggetti il dm n. 140/2014 si è invece soffermato più a lungo. La figura di riferimento per ogni corso è sicuramente quella del c.d. responsabile scientifico. Per svolgere tale funzione occorre però alternativamente essere un docente in materie giuridiche, tecniche o economiche (ricercatore universitario a tempo determinato o a tempo indeterminato, professore di prima o di seconda fascia, docente di scuole secondarie di secondo grado), un avvocato, un magistrato o un professionista dell’area tecnica (oltre a possedere i requisiti di onorabilità e professionalità previsti per i formatori). Compito del responsabile è quello di verificare il possesso dei predetti requisiti di onorabilità e professionalità dei formatori, tramite riscontro documentale, e il rispetto dei contenuti formativi previsti dal dm n. 140/2014. Sempre al responsabile compete poi il controllo delle modalità di partecipazione degli iscritti al corso e di rilevamento delle presenze, anche in caso di svolgimento degli stessi in via telematica, nonché l’attestazione del superamento dell’esame finale.

I formatori, a loro volta, devono essere in possesso di specifici requisiti di onorabilità e professionalità (dal godimento dei diritti civili all’assenza di condanne penali e misure di prevenzione divenute definitive, nonché alla piena capacità di agire) e, naturalmente, devono avere maturato una specifica competenza in materia di amministrazione condominiale o di sicurezza degli edifici, avendo conseguito alternativamente uno dei seguenti titoli: laurea, anche triennale, abilitazione alla libera professione, docenza in materie giuridiche, tecniche ed economiche presso università, istituti e scuole pubbliche o private riconosciute. Possono svolgere attività di formazione e aggiornamento anche i docenti che abbiano elaborato almeno due pubblicazioni in materia di diritto condominiale o di sicurezza degli edifici, dotate di codice identificativo internazionale (Isbn), o coloro che abbiano svolto precedenti attività di formazione in tali materie in corsi della durata di almeno 40 ore ciascuno, per almeno sei anni consecutivi prima della data di entrata in vigore del dm n. 140/2014.

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