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Amministratori, compensi con deducibilità per cassa nell’esercizio «allargato»

Anche per l’anno 2020, ai fini della corretta determinazione delle imposte e della predisposizione del modello Redditi SC, è opportuno fare attenzione al trattamento fiscale dei compensi che i soggetti Ires corrispondono agli amministratori. Sebbene in prima battuta possa risultare di facile gestione, questo trattamento fiscale cela infatti alcune problematiche spesso sottovalutate: ci riferiamo al principio di cassa, che comporta un’attenta valutazione sulle tempistiche di pagamento, ma anche al tema delle delibere assembleari riguardanti la determinazione stessa dei compensi.

Le regole

I compensi degli amministratori sono deducibili, secondo l’articolo 95 del Tuir, nel periodo d’imposta in cui sono corrisposti.

Quindi, pur se contabilizzati in bilancio nell’esercizio in cui maturano (principio di competenza), fiscalmente sono deducibili nell’esercizio in cui vengono corrisposti (principio di cassa). E ciò a prescindere dall’introduzione del principio di derivazione rafforzata, secondo il quale valgono – anche in deroga agli articoli del Tuir – i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti dai principi contabili (articolo 83 del Tuir).

Il principio di cassa esteso

Pur in assenza di una specifica norma, anche ai fini della deducibilità dal reddito d’impresa, ai compensi degli amministratori si applica il principio di cassa allargata previsto dall’articolo 51, comma 1, del Tuir per la determinazione del reddito assimilato a quello di lavoro dipendente (circolare 57/E/2001). Tale principio prevede che i compensi erogati entro il 12 gennaio dell’anno concorrono a formare il reddito d’impresa dell’anno precedente. Pertanto, un compenso erogato il 10 gennaio 2021 è deducibile nel periodo d’imposta 2020. La Cassazione (sentenza 20033/2017) ha precisato che il periodo d’imposta nel quale i compensi si considerano pagati è:

in caso di pagamento in contanti, il momento della consegna (ricevuta di conferma da parte del ricevente);

in caso di pagamento tramite assegno bancario o circolare, la data dell’assegno;

in caso di pagamento con bonifico bancario, il giorno di accredito.

La delibera assembleare

È necessario ricordare che i compensi degli amministratori, pur se rilevanti ai fini fiscali in base al principio di cassa, prima di essere corrisposti devono essere preventivamente deliberati dall’assemblea dei soci (Cassazione, Sezioni unite, 21933/2008; Cassazione 17676/2013, 20265/2013, 5349/2014, 11779/2016, 4400/2020).

Non c’è una particolare norma a riguardo, ma tale orientamento giurisprudenziale è ormai consolidato. Basti pensare alla recente sentenza della Suprema corte (7329 del 16 marzo 2021) che ha ribadito che la preventiva delibera assembleare è necessaria per rispettare il contenuto dell’articolo 109 del Tuir e, quindi, il requisito della certezza e dell’oggettiva determinabilità. La stessa sentenza evidenzia altresì che i soci della società, in mancanza di una specifica delibera, avrebbero la possibilità di attuare un’azione verso gli amministratori, ottenendo un’eventuale restituzione dei compensi corrisposti. Questo aspetto metterebbe in discussione la certezza e l’oggettiva determinabilità del costo.

Tali interpretazioni prestano il fianco ad alcune critiche, in quanto si tratta di fattispecie che derogano al criterio della competenza. Infatti, a seguito dell’introduzione della derivazione rafforzata, non si dovrebbe più far riferimento all’articolo 109 del Tuir. Tuttavia, allo stato attuale è opportuno che le società (soprattutto quelle familiari) segnino in agenda tale adempimento per evitare spiacevoli sorprese che renderebbero potenzialmente indeducibile un costo certo e corrisposto per via di una dimenticanza di tipo formale.

Gli effetti in dichiarazione

I modelli dichiarativi naturalmente tengono conto del principio di cassa previsto dall’articolo 95 del Tuir. Per tale ragione nel modello Redditi Sc 2021, al rigo RF14, vanno indicati i compensi spettanti agli amministratori, imputati al conto economico dell’esercizio cui si riferisce la dichiarazione, ma non corrisposti entro la data di chiusura dello stesso esercizio. Nel rigo RF40, invece, vanno indicati i compensi corrisposti nel corso del periodo d’imposta oggetto di dichiarazione e imputati al conto economico di un esercizio precedente.

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