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Amministratore libero

Niente vincoli agli incarichi dell’amministratore giudiziario dei beni sequestrati alla mafia. È stato infatti approvato giovedì scorso in commissione giustizia della camera, un emendamento (emendamento Bindi 4.1) che riscrive l’art. 35 del Codice antimafia, recante «nomina e revoca dell’amministratore giudiziario», prevedendo, tra l’altro, che «l’amministratore è scelto tra gli iscritti nell’albo nazionale degli amministratori giudiziari secondo criteri di trasparenza che assicurano la rotazione degli incarichi tra gli amministratori; è nominato con decreto motivato.

All’atto della nomina l’amministratore giudiziario comunica al tribunale se e quali incarichi analoghi egli abbia in corso». Grande soddisfazione del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, dato che l’emendamento Bindi supera di fatto l’emendamento governativo che «puntava in sostanza a impedire all’amministratore giudiziario di gestire contemporaneamente più aziende sequestrate», spiega il Cndcec in una nota. Cosa che, secondo il presidente Gerardo Longobardi «avrebbe di fatto disincentivato qualificati professionisti a lavorare nel settore investendovi tempo, risorse umane e finanziarie». Il Consiglio nazionale, riguardo la gestione dei beni sequestrati alla mafia, ha approvato nei giorni scorsi un documento di proposte al congresso nazionale di categoria e ha messo a disposizione degli iscritti le «linee guida in materia di amministrazione giudiziaria dei beni sequestrati e confiscati». «L’aggressione ai patrimoni illeciti tramite i fondamentali strumenti del sequestro e della confisca», spiega il consigliere delegato, Maria Luisa Campise, «costituisce un indispensabile mezzo di contrasto alla criminalità organizzata. Le linee guida che abbiamo appena approvato sono state pensate per supportare non solo i professionisti che già svolgono questa funzione, ma anche e soprattutto chi intenderà svolgerla in futuro. Esse offrono soluzioni operative che ci auguriamo possano essere condivise, con il supporto dei nostri ordini locali, su tutto il territorio nazionale».

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