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Amministratore con 8 condòmini

La riforma del condominio sta definendo i suoi confini reali: gli emendamenti in via di approvazione al comitato dei nove saranno, realisticamente, quelli che poi passeranno in aula, dove solo lo stesso comitato e il relatore potranno ancora avere voce in capitolo su eventuali modifiche. Oggi si concluderanno i voti sugli emendamenti in comitato e domani dovrebbe riprendere l’esame in aula.
Tra gli emendamenti approvati la settimana scorsa, quello della rappresentanza dell’amministratore, che la esercita senza limiti in attuazione delle delibere riguardanti modifiche alle destinazioni d’uso e innovazioni. Approvato anche il rinnovo automatico della nomina annuale, salvo delibera esplicita di dimissioni. Sì, poi, alla possibilità (un po’ pleonastica) di installare antenne tv o impianti per fonti rinnovabili sulla proprietà esclusiva senza ottenere il permesso del condominio, purché «rigorosamente orientati all’accesso esclusivo». Innalzato anche il tetto di condòmini oltre il quale l’amministratore è obbligatorio: sale a otto (oggi è di quattro), con l’emendamento presentato da Fulvio Follegot (Lnp). Torna facoltativa la polizza di responsabilità civile dell’amministratore: l’assemblea, infatti, «può» subordinare la nomina alla presentazione di una polizza, in base all’emendamento presentato da Manlio Contento e Tommaso Foti (Pdl). I condòmini potranno poi chiedere di prendere visione della documentazione presso l’amministratore, con il solo limite del rispetto della privacy. Infine, l’amministratore sarà tenuto a chiedere il decreto ingiuntivo entro sei mesi dalla fine dell’esercizio in cui veniva richiesta l’ultima rata relativa alla spesa sulla quale si è creata la morosità. Questo emendamento è stato presentato da Francesca Cilluffo (Pd), che però ha dovuto rinunciare a quello sui danni di cui l’amministratore avrebbe dovuto rispondere per il ritardo nell’esecuzione della norma, inizialmente previsto nell’emendamento.
Sempre Francesca Cilluffo è protagonista di un importante emendamento sulle cessione delle parti comuni: «Ho presentato ancora quello bocciato in commissione Giustizia per consentire la cessione delle parti comuni a maggioranza; e un altro che si limita a facilitare la modifica delle destinazioni d’uso. Quest’ultimo sarà votato domani (oggi per chi legge, ndr) ma, se sarà bocciato, ripresenterò in Aula direttamente quello più ampio sulle cessioni».

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