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Amministrative, processo sprint

di Antonio Ciccia 

Per le elezioni amministrative cause sprint, anche in Cassazione. Il decreto legislativo 150/2011, che ha rivoluzionato i riti speciali, conferma la necessità che si faccia in fretta e si arrivi alla composizione degli organi elettivi di regioni ed enti locali il più in fretta possibile.

Le cause elettorali (eleggibilità, decadenza e incompatibilità nelle elezioni comunali, provinciali e regionali) trovano, infatti, nel rito sommario di cognizione lo schema processuale di riferimento. Un processo sulla carta più veloce e con meno lungaggini. Si tratta delle controversie già disciplinate dall'articolo 82, primo e secondo comma, del dpr 570/1960, dall'articolo 7, secondo comma, della legge 1147/1966, e dall'articolo 19 della legge 108/1968 e dall'articolo 70 del dlgs 267/2000.

Il decreto 150/2011 che ha semplificato i riti speciali ha ritagliato per le cause elettorali alcune peculiarità del ricorso.

In prima battuta va segnalata la competenza territoriale: le azioni popolari e le impugnative sulle elezioni comunali sono di competenza del tribunale della circoscrizione territoriale in cui è compreso il comune; le azioni popolari e le impugnative sulle elezioni provinciali rimangono di competenza del tribunale della circoscrizione territoriale in cui è compreso il capoluogo della provincia; le azioni popolari e le impugnative sulle elezioni regionali sono di competenza del tribunale del capoluogo della regione.

Decide il tribunale in composizione collegiale ed è obbligatoria la partecipazione al giudizio del pubblico ministero.

I ricorsi possono essere proposti, a pena di inammissibilità, entro 30 giorni (sessanta se il ricorrente risiede all'estero) dalla data finale di pubblicazione della deliberazione, o dalla data della notificazione di delle deliberazioni adottate in materia di eleggibilità. I termini per la notifica del ricorso e la costituzione delle parti sono perentori: le esigenze del procedimento elettorali non tollerano lungaggini.

Il giudice, quando accoglie il ricorso, ha il potere di correggere il risultato delle elezioni e di sostituire ai candidati illegittimamente proclamati coloro che hanno diritto di esserlo.

Le parti possono stare in giudizio personalmente in ogni grado del giudizio e gli atti del procedimento e della decisione sono esenti de da ogni tassa, imposta e spesa di cancelleria.

Il procedimento ha natura prioritaria e va definito in via di urgenza.

L'ordinanza che definisce il giudizio, poi, è trasmessa senza ritardo dal cancelliere al sindaco, al presidente della giunta provinciale o al presidente della regione: entro 24 ore dal ricevimento il dispositivo dell'ordinanza deve, infatti, essere pubblicato per 15 giorni nell'albo dell'ente.

Sindaco, presidente della giunta provinciale o presidente della regione devono anche immediatamente provvedere alla notificazione, senza spese, agli interessati. Eguale comunicazione è data al prefetto per le controversie inerenti alle elezioni regionali.

L'appello contro le ordinanze può essere presentato da qualsiasi cittadino elettore dell'ente locale o di chiunque altro vi abbia diretto interesse, oltre che dal procuratore della repubblica, e dal prefetto, quando ha promosso l'azione d'ineleggibilità. Il termine per la proposizione dell'appello decorre dalla comunicazione dell'ordinanza (per chi ha partecipato al giudizio), o, per ogni altro cittadino elettore o diretto interessato, dall'ultimo giorno della pubblicazione del dispositivo dell'ordinanza nell'albo dell'ente, a pena di inammissibilità.

In pendenza di appello l'ordinanza pronunciata dal tribunale è automaticamente sospesa.

I termini processuali sono ridotti alla metà e la fissazione in via di urgenza dell'udienza vale anche per la Cassazione.

Elezioni europee. L'articolo 23 del decreto 150/2011 disciplina le azioni in materia di eleggibilità e compatibilità nelle elezioni per il Parlamento europeo (articolo 44 della legge 18/1979), ricondotte al rito sommario di cognizione e decise dalla corte di appello in grado unico di merito. È prevista la partecipazione necessaria del pubblico ministero e il ricorso va proposto entro 30 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dei nominativi degli eletti (60 giorni se il ricorrente risiede all'estero). La cancelleria ha l'obbligo di comunicazione immediata del provvedimento che definisce il giudizio al presidente dell'ufficio elettorale nazionale.

Il processo, come gli altri in materia elettorale, è esente da ogni tassa, imposta e spesa di cancelleria e ha natura di procedimento prioritario, da definire in via di urgenza (anche in Cassazione).

Elettorato attivo. Si applica il rito sommario di cognizione anche per impugnare le decisioni della commissione elettorale circondariale in tema di elettorato attivo (articolo 42 del dpr 223/1967). L'organo giudicante è la Corte di appello in grado unico di merito e al giudizio partecipa obbligatoriamente il pubblico ministero. Il giudizio inizia con un ricorso da presentare, a pena di inammissibilità, di 30 giorni dalla notificazione del provvedimento, quando il ricorrente è lo stesso cittadino che aveva reclamato o aveva presentato direttamente alla commissione una domanda d'iscrizione o ha subito la cancellazione dalle liste. In tutti gli altri casi il ricorso dovrà essere proposto, anche dal procuratore della repubblica presso il tribunale competente per territorio, a pena di inammissibilità, entro trenta giorni dall'ultimo giorno di pubblicazione della lista rettificata (termini raddoppiati per i cittadini residenti all'estero).

La cancelleria, al termine del giudizio, ha l'obbligo di comunicazione il provvedimento al presidente della commissione elettorale circondariale e al sindaco, che provvede, gratuitamente, all'esecuzione e alla notificazione agli interessati. Anche in questo processo, che ha natura di procedimento prioritario, da definire in via di urgenza. È prevista la facoltà delle parti di stare in giudizio personalmente in ogni grado, l'esenzione degli atti del procedimento e della decisione da ogni tassa, imposta e spesa di cancelleria.

Quarto di una serie di articoli – I precedenti sono stati pubblicati il 22 e 29 settembre e il 6 ottobre 2011

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