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Amburgo, schiaffo alla Merkel la Spd vola e sfiora il 50%

di Andrea Tarquini

BERLINO – Disfatta di dimensioni storiche per il partito di Angela Merkel. Ieri nella sua città natale Amburgo, nella prima delle sette elezioni previste in quest´anno in altrettanti dei 16 Bundeslaender, la Cdu al potere da 10 anni è uscita più che dimezzata. Ha invece trionfato la socialdemocrazia (Spd), che governerà da sola la città-Stato con la maggioranza assoluta. Lieve aumento per Linke (sinistra radicale), Verdi e Fdp (liberali). Nel complesso, il "super-anno elettorale" 2011 si apre per la Cancelliera con una giornata nera ogni oltre previsione.
Certo, si è votato su temi e umori locali. Ma l´impatto a livello federale non manca, visto il carattere da terremoto degli exit poll. Rispetto alle ultime elezioni, nel 2008, la Cdu crolla dal 42,6 per cento a un misero 20,5. La Spd vola, dal 34,1 cresce al 49,5 per cento. Aumentano anche sinistra radicale, verdi e Fdp. «È un risultato storico, abbiamo il vento in poppa e quest´anno sarà così anche negli altri Bundeslander dove si andrà a votare», ha detto a Berlino il leader nazionale spd, Sigmar Gabriel. Facce scure e ammissione di disfatta invece tra i cristianodemocratici: «È un giorno doloroso», affermano.
Non basta dunque ad Angela Merkel essere in testa nei sondaggi a livello nazionale, né avere alle spalle la forza della ripresa della Germania locomotiva economica d´Europa e un prestigio senza pari da leader e statista nell´Unione europea e a livello mondiale. Sullo sfondo della figuraccia del "ministro-copione", il titolare della Difesa barone Karl-Theodor zu Guttenberg smascherato dai media con la sua tesi di dottorato tutta plagi, della paura dei costi del salvataggio dell´euro e delle incertezze perduranti degli elettori, la Spd torna in gioco, per la prima volta dalla sconfitta federale nell´autunno 2009. Non a caso vince ad Amburgo con Olaf Scholz, giovane ex ministro nel governo Schroeder, esponente riformatore, nemico dei massimalisti nel partito. Mentre la Cdu paga carissimo l´addio alla politica, un anno fa, di Ole von Beust, il riformista merkeliano, aristocratico, anticonformista e gay dichiarato, che dieci anni fa aveva espugnato il bastione rosso Amburgo e governava insieme ai Verdi. Gli ecologisti avevano rotto la coalizione con il partito della Merkel, e al posto di von Beust la Cdu aveva scelto il grigio, tradizionalista Christoph Ahlhaus. All´ala destra cdu la borghesia illuminata della metropoli anseatica ha preferito una Spd moderata.
Per la Merkel ora molto sarà più difficile. Al Bundesrat (Camera degli Stati), la coalizione Cdu-Csu-Fdp scende da 34 a 31 seggi su 69, ancor più lontana dalla maggioranza che è 35. E i pronostici sono negativi per le prossime elezioni. A cominciare il 27 marzo dal ricchissimo Baden-Wuerttemberg, cristianodemocratico da sempre, dove il governatore, il falco Stefan Mappus, è a rischio.

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