Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Ambulanze connesse e big data, Milano capitale europea del 5G»

Con oltre l’80% di copertura della popolazione e 120 antenne installate, «Milano è la capitale europea del 5G», la rete di nuova generazione, che promette di cambiare il modo di vivere la città, afferma Aldo Bisio, amministratore delegato di Vodafone Italia, che ieri ha presentato i risultati del primo anno di sperimentazione. «Il 5G è una tecnologia di grande discontinuità», che porta a «una nuova età dell’oro dell’innovazione sociale nelle città: siamo partiti da Milano, entro il 2019 completeremo la copertura di 5 città: Torino, Bologna, Roma e Napoli, oltre Milano».

Con oltre 90 milioni di investimento complessivo, Vodafone sta lavorando con 38 partner istituzionali. Sono già stati realizzati 31 progetti sui 41 annunciati. C’è l’ambulanza connessa, dotata di router 5G, telecamera, occhiali intelligenti per collegare l’operatore con un medico specialista al pronto soccorso, che può intervenire in tempo reale grazie alla velocità e alla qualità della trasmissione dei dati. O la tecnologia indossabile (wearable) applicata in ambito sportivo, ad esempio, mentre si va in bici: la tuta smart permette di registrare la respirazione e l’elettrocardiogramma, oltre all’inclinazione della pedalata e delle braccia; un algoritmo analizza le informazioni e un personal coach virtuale consiglia come migliorare performance e benessere. Ma si sperimentano anche le telecamere mobili per la videosorveglianza nelle auto della polizia locale; l’installazione di telecamere innovative per garantire la sicurezza urbana e nelle stazioni ferroviarie; i droni per la vigilanza dall’alto.

I settori sono i più svariati e hanno già attirando su Milano molte startup. «La telemedicina consentirà di anticipare le dimissioni dei pazienti dagli ospedali. Con l’Internet delle cose, le automobili dialogheranno con i semafori e tra di loro per ridurre gli incidenti e si incentiverà il car sharing», spiega Bisio immaginando «meno auto e meno parcheggi, che libereranno spazi da reinventare».

Certo, l’iperconnettività di persone, cose e servizi impone standard di sicurezza ancora più alti. «Conta la nazionalità di chi costruisce la rete, ma soprattutto la capacità», ammette Bisio. Perché un attacco cibernetico potrebbe paralizzare una città o peggio. Che poi tra i loro partner principali figuri Huawei, l’azienda cinese messa al bando dagli Usa e nel mirino degli alleati più stretti come il Regno Unito, non cambia i piani per ora. «Huawei è uno dei 3 grandi player mondiali e un grande partner. La crescente preoccupazione nei suoi confronti ci trova molto attenti. Sottoponiamo ogni fornitore, quindi anche Huawei, a profondi processi per verificare gli standard qualitativi e di sicurezza», perciò Vodafone «continuerà con Huawei a meno che il governo italiano non decida diversamente».

Quanto alla banda ultralarga tra Tim e Open Fiber, Bisio si dichiara «fermamente convinto che costruire un’unica rete integrata consentirebbe a tutti gli operatori di tlc di competere su un campo livellato». Ma «a condizione che garantisca una vera competizione, senza tornare a un monopolio da cui siamo appena usciti grazie a Open Fiber».

Giuliana Ferraino

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il virus ci ha cambiati profondamente. Ma non è chiaro come. Quali effetti lascerà su di noi, sull...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

II lavoratori messi in ginocchio dalla crisi tornano in piazza. Ministro Orlando, qual è il piano d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora caos sulla tassazione dei compensi derivanti dai contratti decentrati. Il balletto tra tassaz...

Oggi sulla stampa