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Ambiente e imprese, collegati in arrivo

Sono giorni di fibrillazione sulla legge di stabilità dove a rincorrersi una dietro l’altra sono le possibili modifiche proposte dalle forze politiche per “irrobustire” l’impatto della ex legge finanziaria. Ma se dal Pdl e in Parlamento sembra registrarsi una tiepida apertura sull’aumento al 22% della tassazione sulle rendite finanziarie, dall’Economia e da Palazzo Chigi su questo punto prevale il no. Difficile, infatti, ipotizzare subito una crescita del prelievo proprio mentre si punta al rientro dei capitali illegalmente portati oltre confine. La fibrillazione è soprattutto del Pdl, che stenta a trovare una linea unitaria. Con il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, che ha chiesto ieri al governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, di riferire in Parlamento sulle vere risorse attese dalla rivalutazione delle quote possedute dalle banche. Da qui la richiesta del vicepremier Angelino Alfano di “congelare” l’incontro tra i gruppi del suo partito e il premier previsto per oggi.
Per migliorare la manovra soprattutto su sgravi fiscali e tassazione della casa servono non meno di 2 miliardi e per questo occorrono coperture certe, ricorda il sottosegretario Giovanni Legnini. E a non convincere sono anche nuovi possibili condoni, come la rottamazione dei ruoli di Equitalia stroncata sul nascere dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta. Da rivedere anche il possibile gettito della “web-tax”, che secondo il Governo potrebbe assicurare non più di 60 milioni di euro. Mentre sul fronte tagli di spesa potrebbero essere ripescate le norme inizialmente escluse per la soppressione dei cosiddetti enti inutili, mentre si starebbe lavorando a potenziare il ricorso ai costi standard, probabilmente anche per la sanità.
Intanto il pacchetto «Destinazione Italia», le misure con cui il Governo vuole rilanciare gli investimenti delle imprese (non solo quelle estere), è pronto ad accelerare. Almeno per quanto riguarda quelle dello Sviluppo economico che oggi potrebbero andare in preconsiglio e venerdì in Cdm con un Ddl collegato alla stabilità.
Il collegato «Destinazione Italia» – insieme a un altro sulle semplificazioni ambientali – contiene una serie di norme su cui il Mise lavora da tempo: dal bonus ricerca alla liberalizzazione del credito alternativo al canale bancario per diffondere mini-bond e cartolarizzazioni fino alla razionalizzazione della rete carburanti con il taglio di 5mila impianti e alle semplificazioni fiscali per ampliare il mercato italiano delle Siiq (società di investimento immobiliare quotate) con tanto di liberalizzazione dei grandi affitti commerciali.
Il Ddl non conterrà comunque tutte le misure previste dal piano «Destinazione Italia» – su cui tra l’altro è in corso una consultazione pubblica – che transiteranno in altri veicoli normativi: a cominciare dal tax agreement con le multinazionali che potrebbe finire in un altro provvedimento di materia fiscale o le norme sul rafforzamento dei tribunali per le imprese che dovrebbe invece far parte di in un collegato «giustizia».
Tra le misure principali per le imprese che potrebbero essere varate invece già venerdì si segnala l’atteso credito d’imposta sulla ricerca per investimenti in ricerca e sviluppo nel triennio 2014-2016. Agevolazione che scatterà nella misura del 50% degli incrementi annuali di spesa in R&S, da un minimo di 50mila euro fino a un massimo annuale di 2,5 milioni per beneficiario. La spesa complessiva sarà al massimo di 200 milioni per ciascun periodo d’imposta, attingendo dai fondi Ue 2014-2020.
Tra le altre misure cardine ci sono quelle per favorire l’afflusso di risorse finanziarie alle imprese anche mediante canali alternativi al credito bancario: dall’estensione del privilegio speciale sui beni mobili destinati all’esercizio d’impresa anche a garanzia di obbligazioni e mini-bond fino alla corsia facilitata per gli investimenti da parte di imprese di assicurazione, fondi pensione ed enti pubblici previdenziali ed assicurativi nei mini-bond.

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