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Ambientalismo a misura di pmi

di Anna Irrera

Adempimenti amministrativi a salvaguardia dell'ambiente, ma a misura di pmi. Questo l'obiettivo di un primo pacchetto di interventi di semplificazione degli oneri burocratici in materia di prevenzione degli incendi e di tutela dell'ambiente, approvato ieri dal consiglio di ministri (si veda ItaliaOggi del 2/03/2011).

Le nuove norme snelliranno, infatti, alcune delle procedure richiesta a circa 2 milioni di piccole e medie imprese italiane. Secondo le stime rese note dal governo, ammonterà, invece, a 1,5 miliardi di euro il risparmio derivante da queste semplificazioni. Il pacchetto appena approvato è composto da due regolamenti delegificanti previsti nella manovra economica per il 2010, che modificano, tra gli altri procedimenti amministrativi, la certificazione di prevenzione incendi. Le attività sottoposte ai controlli di prevenzione vengono ora distinte in tre categorie per le quali è prevista una disciplina differenziata in relazione al rischio. Per quelle a basso rischio, viene eliminato il parere di conformità e diventa sufficiente la segnalazione certificata di inizio attività (Scia). Restyling anche alla richiesta parere conformità, al rinnovo del certificato di prevenzione incendi, al registro controlli, alla documentazione di impatto acustico, e all'autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali. Per tutte le procedure, che secondo i dati resi noti dal governo, costano alle pmi italiane circa 3,2 miliardi di euro all'anno è ora prevista la presentazione online delle domande allo sportello unico. In linea con lo Small Business Act, adottato a livello comunitario, gli adempimenti amministrativi vengono diversificati in relazione alla dimensione, al settore in cui opera l'impresa e all'esigenza di tutela degli interessi pubblici.

Prevenzione incendi. Il regolamento per la prevenzione incendi suddivide le attività sottoposte ai controlli in tre distinte categorie, attribuendo a ciascuna una propria disciplina proporzionata al rischio. Alla categoria «A», al quale appartengono le attività a basso rischio e standardizzate, non è più richiesto il parere di conformità sul progetto. Per l'avvio è sufficiente la Scia. Quanto alle attività a medio ed elevato rischio (categorie «B» e «C») la valutazione di conformità dei progetti ai criteri di sicurezza antincendio va ottenuta entro 60 giorni. I controlli successivi all'avvio delle attività sono definiti anch'essi in base al rischio. Controlli mirati e a campione per le categorie «A» e «B», con rilascio, su richiesta, di copia del verbale della visita tecnica. Verranno effettuati, invece, controlli su tutte le attività della categoria «C» con rilascio del certificato di prevenzione incendi. Stima il governo che, in quest'area, il risparmio ammonterà a circa 649 mila euro.

Scarico acque reflue. Il regolamento in materia ambientale, pur non modificando il dlgs n. 152/2006 assimila alle acque reflue domestiche quelle acque che prima del trattamento depurativo presentino determinate caratteristiche. Tra queste: un pH compreso tra 5,5 e 9,5, una temperatura inferiore a 30° o l'assenza di materiali grossolani. Sono inoltre equiparate alle acque reflue domestiche, e quindi trattate allo stesso modo di un'abitazione o di un condominio, le acque originate da attività economiche quali: panetterie, ristoranti, banche, uffici e alberghi. Quanto al rinnovo delle autorizzazioni, viene introdotta l'autocertificazione se nel frattempo sono rimaste immutate le caratteristiche delle acque e del loro ciclo di scarico. In modo particolare, è esclusa l'autocertificazione in caso di mutamento della localizzazione dello scarico o delle sostanze impiegate nel ciclo produttivo e le relative quantità. È precisato inoltre che la modalità di rinnovo non si applica agli scarichi contenenti le sostanze pericolose previste dal dlgs n. 152/2006.

Inquinamento acustico. Quanto all'impatto acustico, un milione e mezzo di imprese con attività poco rumorose (vendita al dettaglio, parrucchieri, palestre, vari tipi di laboratori artigianali ecc.) sono esentate dall'obbligo di presentare la documentazione finora richiesta. Per tutte le restanti attività è prevista l'autocertificazione. Fanno eccezione le attività rumorose che superano i limiti stabiliti dai comuni per le quali sarà necessaria la documentazione di un tecnico abilitato. In materia di ambiente, si prevedono risparmi di circa 805 mila euro.

Sportello unico. Le disposizioni attuative del regolamento, stabiliscono, infine, che tutte le istanze di autorizzazione, la documentazione, le dichiarazioni e le altre attestazioni richieste vanno trasmesse, dalle imprese destinatarie delle semplificazioni, esclusivamente per via telematica allo Sportello unico per le attività produttive competente per territorio. Monitoreranno la concreta attuazione delle semplificazioni tre ministeri (Ambiente, p.a. e Semplificazione normativa) con la collaborazione della Conferenza unificata. Coinvolte anche le associazioni imprenditoriali.

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