Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Amazon vince e diventa operatore postale

Amazon come Poste Italiane. Il Ministero dello Sviluppo economico (Mise) ha inserito due società controllate da Amazon Italia – Amazon Italia Logistica e Amazon Italia Transport – nell’elenco degli operatori postali italiani. L’autorizzazione ha una validità di sei anni ed è rinnovabile su richiesta del beneficiario.
Il colosso di Seattle entra così, anche in Italia, nel mercato della corrispondenza di pacchi: con l’autorizzazione del Mise potrà sviluppare una propria rete per le consegne e utilizzare a pieno titolo il contratto nazionale dei servizi postali, oltre a quello della logistica, trasporto merci e spedizioni. L’autorizzazione chiude un contenzioso e apre nuovi scenari per il settore dei corrieri espressi in Italia.
Il contenzioso con l’Agcom
La scorsa estate, il 2 agosto, l’Agcom (Autorità garante per le comunicazioni, competente anche in materia postale) aveva comminato una multa da 300mila euro al gigante della logistica americano per aver esercitato in maniera abusiva l’attività postale di consegna completa dei pacchi, «organizzando una rete unitaria per svolgere il servizio di consegna dei prodotti di venditori terzi e la gestione dei punti di recapito». Pagata la multa, a ottobre il gruppo Amazon ha presentato richiesta al Mise per essere inserito nell’elenco ufficiale degli operatori postali. Richiesta accolta.
Nuovo postino? No comment
Non si tratta di una formalità. L’apertura del Mise ad Amazon potrebbe ridisegnare il settore della logistica italiana, in particolare quello dei corrieri, se Amazon decidesse di diventare operatore postale strutturando una rete di proprietà, da utilizzare sia per le consegne interne che per servire imprese terze, diventando così concorrente non solo di poste Italiane – e quindi di Sda – ma anche di player come Ups, Dhl, Gls, Brt. In molti temono che il gigante dell’ecommerce, che già oggi “controlla” il mercato – e i prezzi – in quanto primo cliente dei maggiori operatori, possa ora assumere una posizione ancor più dominante operandovi direttamente. Non a caso il commissario Agcom Antonio Nicita si è affrettato a twittare che Amazon «sarà sotto la lente» dell’Autorità.
Amazon sarà il postino d’Italia? A domanda diretta, la società non smentisce né conferma: «Non commentiamo i nostri piani futuri – spiegano in Amazon Italia – . Lavoriamo con una grande varietà di corrieri e ci aspettiamo di continuare a farlo. Il nostro obiettivo è consegnare pacchi ai clienti entro la data di consegna prevista. Valutiamo i corrieri in base a velocità, affidabilità, flessibilità, innovazione e costi. Abbiamo milioni di ordini da consegnare in tutta Europa ogni settimana e valutiamo tutte le opzioni che forniscono i corrieri per assicurarci che le consegne avvengano in tempo».
I primi segnali dagli Stati Uniti
Non serve però immaginare i piani futuri. Basta guardare le mosse che Amazon ha fatto nel recente passato per comprendere che la partita, in Italia, è solo all’inizio. A gennaio 2018 i titoli Ups e FedEx hanno registrato sensibili perdite a Wall Street, dopo le indiscrezioni di stampa apparse sul Wall Street Journal sul nuovo servizio “shipping with Amazon” (spedire con Amazon), in breve Swa, che la società avrebbe a breve lanciato inizialmente come progetto pilota a Los Angeles e poi in altre città Usa, dove Amazon farà da corriere per clienti aziendali, ritirando i pacchi e consegnandoli ai destinatari.
Da anni Amazon lavora per creare una rete propria per il trasporto merci. Per farlo, ha addirittura preso in leasing una flotta che a regime conterà 40 aerei. Già oggi, La società Amazon Prime Air, negli Usa, opera con 25 Boeing 767, oltre che con centinaia di autoarticolati e piccoli furgoni, che vengono impiegati internamente nei momenti di picco dell’ecommerce, quelli dei giorni del Black Friday e del Natale. Durante l’anno gli stessi mezzi vengono invece utilizzati per la logistica di terze parti. Ovvero per offrire al mercato servizi di corriere espresso.
La rete logistica globale di Amazon può contare anche su Amazon Maritime – licenza di navigazione per bastimenti merci rilasciata dagli Usa – e, per gestire il traffico tra Usa e Cina, su Beijing Century Joyo Courier Services.
Non mancano poi sperimentazioni sull’ultimo miglio, per raggiungere i clienti finali in modi non convenzionali. Amazon Prime Air ha in corso test sulle consegne effettuate con droni. Più annunciate che reali: a frenare lo sviluppo non sono le autorizzazioni ministeriali, ma le tecnologie non ancora mature. Per ora.

Antonio Larizza

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Primo giorno di lavoro in proprio per Francesco Canzonieri, che ha lasciato Mediobanca dopo cinque a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

 Un passo indietro per non sottoscrivere un accordo irricevibile dai sindacati. Sarebbe questo l’...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Doveva essere una Waterloo e invece è stata una Caporetto. Dopo cinque anni di cause tra Mediaset e...

Oggi sulla stampa