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Amazon, un miliardo sulla «casa intelligente»

Un campanello da un miliardo alla porta per ricevere consegne in casa. Ma un campanello intelligente e sicuro, cortesia di Ring. Amazon, il colosso americano dell’e-commerce e di internet, ha deciso di far scattare la sua ultima acquisizione senza badare a spese per rafforzare uno dei suoi business in forte espansione: in questo caso, nonostante il nome semplice, si tratta in realtà ancora una volta di una tecnologia d’avanguardia. Ring promette di consentire un agevole accesso in casa per depositare pacchi o fornire servizi ma con garanzie di protezione e sofisticati sistemi di sicurezza che rassicurano clienti e consumatori.
Amazon ha già fatto sapere di voler fare concorrenza a tradizionali corrieri e leader della logistica quali Ups e Federal Express – con il servizio «Shipping with Amazon» oggi in fase di lancio – e la nuova tecnologia potrebbe sostenere simili ambizioni. La sua attuale foga di crescita è indubbia: oggi la vede impegnata in attività diversificate, ma ad elevato contenuto tech, che vanno dai servizi sanitari, dove è alleata a JP Morgan e Berkshire Hathaway, alla produzione cinematografica e allo streaming, fino al cloud computing. In programma ha oggi anche la costruzione di un secondo quartier generale oltre a quello storico di Seattle in una città tuttora da scegliere. L’arrivo di Ring nel suo portafoglio di asset rappresenta adesso anche una escalation della sfida diretta ad altri protagonisti hi-tech: entrerà in concorrenza diretta con i servizi di sicurezza di Google targati Nest Security.
Ring ha messo a punto e porta in dote un sempre più popolare «smart doorbell» sul quale Amazon aveva in realta già cominciato a scommettere: aveva investito nella startup attraverso il suo Alexa Fund. Più in dettaglio in gioco sono campanelli con capacità video, microfoni, connettività internet e aggiuntive reti di telecamere digitali di sicurezza che consentono a utente, ovunque sia, e fornitore di servizi, di comunicare e gestire ingressi in casa.
Ring finora aveva rastrellato in tutto 443,9 milioni ed era valutato 760 milioni, vale a dire che Amazon pur di aggiudicarsi la società, della quale dovrebbe preservare la gestione indipendente, ha accettato di versare un premio pari ad almeno un terzo. E con voci che indicano che potrebbe a conti fatti aver pagato anche più di un miliardo, la cattura di Ring diventa a pieno titolo non solo la più recente ma anche una delle più grandi acquisizioni messe a segno dal colosso di Jeff Bezos nella sua storia.
I portavoce di Ring, guidata dal chief executive Jamie Siminoff, hanno confermato operazione e obiettivi strategici. «Saremo in grado di ottenere risultati ancora migliori grazie a un’azienda innovativa e imperniata sui consumatori quale Amazon. Siamo entusiasti di diventare parte della squadra di Amazon per sviluppare la nostra visione di quartieri più sicuri». Simile la presa di posizione ottimistica di Amazon: «I servizi e prodotti per la sicurezza delle abitazioni di Ring sono stati accolti fin da subito con fiducia dai consumatori. Siamo soddisfatti di poter lavorare assieme».
Che non si tratti d’una mossa casuale lo dimostrano altri passi compiuti in questi anni prima del nuovo exploit. Nel medesimo segmento di consegna in casa e servizi di sicurezza Amazon ha da tempo orchestrato partnership con produttori di serrature e lucchetti quali Kwikset e Yale e ha rilevato la società di telecamere «smart» Blink. Tutto nell’ambito del decollo di un programma di consegne in-home, dentro la porta di casa, battezzato Amazon Key. Un programma attivo e che consente l’accesso ad abitazioni attraverso tecnologie «mobili» ma che ha conosciuto difficoltà, quali interferenze con tradizionali sistemi di allarme.

Marco Valsania

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