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Amazon si finanzia (quasi) gratis: collocato bond triennale allo 0,4%

Amazon mette a segno un nuovo record sulle piazze finanziarie, questa volta nelle emissioni obbligazionarie, raccogliendo fondi a costi tra i più bassi negli annali di Wall Street. Il gigante dell’e-commerce e di Internet, le cui azioni sono in rialzo del 29% da gennaio e che vanta una market cap di Borsa da 1.220 miliardi, ha sbancato anche tra i bond: ha rastrellato dieci miliardi di dollari, collocando debito che è andato a ruba tra cui titoli a tre anni con tassi irrisori dello 0,4 per cento. Altri titoli, spesso ugualmente a costi minimi, li ha emessi con diverse scadenze fino a 40 anni.

Il rendimento ottenuto dal gruppo di Jeff Bezos è stato quasi alla pari – con una differenza di soli due decimi di punto – rispetto a un bond del Tesoro degli Stati Uniti con simile scadenza triennale lanciato in maggio. Insomma oggi Amazon è considerata alla stregua della più grande potenza economica al mondo, quando si tratta di solidità e prospettive.

È il frutto del successo e della crescita mostrata dall’azienda, anche nella crisi causata dalla pandemia che ha visto in realtà impennate di domande dei suoi servizi, dal commercio elettronico al cloud per le imprese e allo streaming. Il gruppo, nel trimestre scorso, ha riportato aumenti del 27% delle entrate a 75,5 miliardi, nonostante i profitti abbiano dovuto tenere conto di spese legate alla sfida del coronavirus che hanno provocato una flessione del 30 per cento. Di più: Amazon, nella sua strategia di continua crescita, sta considerando nuove acquisizioni, per le quali potrebbe usare adesso i nuovi fondi.

La società, inoltre, nel presentarsi ora sul mercato dei bond ha potuto far leva sulle drastiche iniziative di sostegno ai mercati e alla liquidità fatte scattare dalla Federal Reserve e da altre banche centrali internazionali, con tassi d’interesse scesi a minimi storici. La Fed li ha portati rapidamente a zero e ha indicato che li terrà su simili livelli a lungo.

Amazon, nell’emissione effettuata lunedì e in cui la domanda dei suoi titoli è stata di ben tre volte superiore all’offerta, ha battuto altre prestigiose e consolidate firme del business. I precedenti record di costi per paragonabili emissioni a tre anni, stando alle stime del Financial Times, spettavano nel 2012 e 2013 a nomi quali Apple, Disney e Ibm attorno allo 0,45 per cento.

Amazon ha fatto anche storia con titoli a sette e dieci anni emessi questa settimana: hanno strappato rendimenti ai minimi rispettivamente dell’1,2% e dell’1,5 per cento. Qui ha surclassato il leader della grande distribuzione a basso costo Cotsco agli inizi dell’anno. Un’emissione quinquennale, allo 0,8%, è stata infine pari merito con quella della casa farmaceutica Pfizer.

L’affermazione sulla piazza del debito rappresenta una riscossa particolarmente significativa per Amazon. Ancora nel 2009, all’indomani della precedente grande crisi, le sue obbligazioni erano considerate alla stregua di junk bonds, titoli spazzatura ad altro rischio e alto rendimento. Tre anni or sono, un’emissione di obbligazioni triennali le costò l’1,9 per cento. Oggi invece è alla guida di un mercato dei corporate bond in ebollizione: ha ormai superato i mille miliardi di nuove emissioni da inizio anno.

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