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Amazon, sciopero nel sito di Piacenza

Giornata ad altissima tensione fra Amazon e sindacati con sciopero dei lavoratori di due ore a fine turno nel sito di Castel San Giovanni, nel Piacentino.
Lo sciopero segue quello del 24 novembre, nel giorno del Black Friday, ed è stato proclamato dalle assemblee dei lavoratori, in via immediata. A fare da detonatore è stata la decisione dei rappresentanti del colosso dell’e-commerce di non presentarsi all’incontro previsto alle 8.30 in Prefettura a Piacenza con i rappresentanti dei lavoratori del centro di Castel San Giovanni. I rappresentanti di Amazon hanno poi incontrato il prefetto nel pomeriggio. Ma l’episodio per i sindacati di categoria – Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Ugl Terziario e Uiltucs Uil – ha fatto traboccare il vaso dopo l’ultimo incontro dell’11 dicembre. Un summit, questo, che aveva sancito il nulla di fatto sul tema del contratto integrativo (chiesto dai sindacati ma con Amazon che non intende sviluppare la cosa) e sulla richiesta di nuove condizioni contrattuali e di lavoro all’interno del sito. «Siamo sempre disponibili – hanno dichiarato da Amazon – a cooperare con le autorità al fine di fornire informazioni relative alle nostre attività. Per questa ragione già la scorsa settimana abbiamo confermato al Prefetto di Piacenza la nostra disponibilità ad incontrarlo oggi, 20 dicembre. In Amazon siamo impegnati a costruire un dialogo continuo e positiva cooperazione con tutti i dipendenti e a creare un ambiente attento e inclusivo nei nostri luoghi di lavoro».
Difficile che la protesta abbia un impatto decisivo, ma oltre ai grattacapi in periodo di picco natalizio si tratta dell’ennesima tegola in Italia sul gigante dell’e-commerce. I sindacati hanno inviato una lettera a Jeff Bezos ma anche ai ministri Poletti e Calenda, al presidente Inps Tito Boeri, a Massimo De Felice presidente dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Riflessioni con richiesta di intervento rivolta a questo punto al Governo. Che comunque ieri si è sentito per bocca della sottosegretaria al Lavoro Paola De Micheli: «Nel nostro Paese non può considerarsi normale che un’azienda non si presenti ad una convocazione che ha un nobile e coerente obiettivo, effettuata dal rappresentante del Governo sul territorio locale».

Andrea Biondi

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