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Amazon, nuova sede ma duplice

Una città sola non bastava per il suo colossale progetto da 5 miliardi di dollari (4,4 mld di euro), in 20 anni, per realizzare la sua seconda sede, dopo quella di Seattle. Così, alla fine, Amazon, il colosso americano dell’e-commerce, ha scelto di sdoppiare il suo secondo quartier generale decidendo di costruirlo in due città: New York e Washington, due centri nevralgici della costa atlantica degli Stati Uniti. Le città, rispettivamente, della finanza, e del potere.

La decisione di scindere in due la nuova sede è stata spiegata anche con la difficoltà di reclutare informatici e programmatori, i profili maggiormente richiesti dalla società. Nella ricerca del nuovo personale è diventato subito chiaro che il criterio decisivo era la capacità a trovare e attrarre talenti, ha detto Jay Carney, vice presidente di Amazon, al New York Times, ripreso da Le Monde, precisando che 25 mila nuovi arrivati erano più facili da assorbire rispetto al numero totale di 50 mila. Infatti, Amazon prevede di assumere 50 mila persone per la sua seconda sede. E adesso, in conseguenza dello sdoppiamento della nuova sede, verranno divisi fra l’impianto di 370 mila mq che dovrà sorgere a Long Island City, località di moda dei Queens, sull’Est River, davanti a Manhattan, a New York, e quello che verrà costruito nella periferia di Washington, a Arlington (Virginia), dall’altra riva del fiume Potomac.

I lavori cominceranno all’inizio del 2019, di pari passo con le prime assunzioni. Gli impiegati saranno pagati in media 150 mila dollari l’anno (132,3 mila euro l’anno).

La scelta di Amazon mette fine alla concorrenza spietata tra 238 città degli Stati Uniti in corsa da settembre 2017 per accogliere il nuovo sito della società, conteso a suon di sgravi fiscali e promesse di infrastrutture. E la internet company più grande del mondo (mille miliardi di dollari di capitalizzazione, cioè 883 mld di euro), fondata da Jeff Bezos, l’uomo più ricco del mondo, si appresta ad afferrare, complessivamente, 2 miliardi di dollari (circa 1,8 miliardi di euro) di aiuti fiscali.

L’arrivo di Amazon sta producendo ricadute sul mercato immobiliare. A New York, nello spazio di qualche giorno i prezzi sono tornati a salire nel distretto dei Queens, dove erano in calo, da quando si è saputo che la capitale finanziaria degli Usa si è aggiudicata la metà della torta di Amazon. Per il suo sito a New York Amazon otterrà un credito di imposta di 1,2 miliardi di dollari (poco più di un mld di euro), cioè 48 mila dollari (oltre 42 mila euro) per ciascun impiegato, in dieci anni, ma assicura che il suo insediamento procurerà ricadute fiscali aggiuntive sul territorio per oltre 10 miliardi di dollari (8,8 mld di euro) in vent’anni, secondo quanto ha riportato Le Monde.

A Washington, il futuro di Amazon dipende in parte dalla sua collaborazione con il Pentagono che ha sede in Virginia proprio dove sorgerà la futura seconda sede del colosso di Bezos (proprietario anche del Washington Post), a Crystal City, nella contea di Arlington. Il gigante del Net sta lavorando per ottenere un contratto da 10 miliardi di dollari (8,8 mld di euro) per il cloud computing (informatica dematerializzata) con il ministero della difesa. E questa localizzazione dovrebbe favorire la collaborazione con la Difesa dal momento che migliaia di impiegati dovranno essere abilitati a notizie riservate.

Gli amministratori locali hanno concesso aiuti a Amazon per 573 milioni di dollari (506 mln di euro), in 12 anni, cioè 22 mila dollari per ogni posto creato. Amazon assicura che contribuirà ad aumentare le entrare fiscali della regione per 3,2 miliardi di dollari (2,8 mld di euro).

Non basta. Amazon ha deciso di impiantare un centro di eccellenza a Nashville (Tennessee) che impiegherà all’incirca 5 mila dipendenti. Un investimento di circa 230 milioni di dollari (203 milioni di euro).

Angelica Ratti

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