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Amazon Italia, 1.600 assunzioni entro fine anno

Il 2019 si è chiuso per Amazon con 1.400 assunzioni e il numero dei dipendenti che in Italia è cresciuto del 25%. Il 2020 non sarà da meno. La filiale nostrana del colosso di Seattle ha annunciato la creazione quest’anno di 1.600 posti di lavoro a tempo indeterminato. Quando si parla dei nuovi modelli di business nel commercio, la crescita dell’occupazione legata all’e-commerce è solo una faccia della medaglia. L’altra ha a che fare con la riduzione dei posti nei punti vendita tradizionali. Anche se su questo si può discutere. Mariangela Marseglia, country manager di Amazon in Italia, fa notare che «l’e-commerce incide solo per il 7% del settore» e quindi la crisi degli esercizi tradizionali non si potrebbe imputare ai nuovi canali di vendita. Resta il fatto che i centri logistici di Amazon stanno diventando le fabbriche del ventunesimo secolo. E la forza lavoro di Amazon in Italia salirà a 8.500 dipendenti (erano 6.900 a fine 2019) distribuiti in più di 25 sedi.

Le assunzioni andranno a rafforzare i centri Amazon, a partire da quello storico di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, e dal primo centro logistico aperto in Italia nel 2011, a Passo Corese, in provincia di Rieti, passando per Vercelli. Lo scorso anno l’azienda ha inaugurato un quarto centro di distribuzione, in provincia di Torino, a Torrazza Piemonte. E per il 2020 è stato già pianificato un investimento di più di 140 milioni di euro per la costruzione di due nuovi centri di distribuzione (il quinto e il sesto) a Castelguglielmo-San Bellino (in Veneto) e a Colleferro (nel Lazio) a fine anno.

Spiega il gruppo di Seattle che gli investimenti effettuati in Italia nel 2019 sono saliti a 1,8 miliardi di euro (infrastrutture, centri di distribuzione, uffici, data center…). Più di 120 mila posti di lavoro sarebbero stati creati nell’indotto. Per quanto riguarda il fisco, Amazon ha pagato in Italia l’anno scorso 234 milioni di euro in tasse a fronte di 4,5 miliardi di ricavi

«Ovviamente le nuove assunzioni sono sempre una buona notizia — dice Michele De Rose, segretario nazionale della Filt Cgil —. Dobbiamo ricordare però che ancora oggi Amazon non ha avviato un dialogo con le organizzazioni sindacali, a partire dall’applicazione del contratto su inquadramenti e ritmi di lavoro. Le garanzie e le tutele dei lavoratori sono figlie anche di un confronto con chi li rappresenta. E questo ci pare un limite rilevante. Inoltre resta aperta la questione delle condizioni di lavoro negli appalti del gruppo».

«In 10 anni abbiamo investito oltre 5,8 miliardi di euro nell’economia italiana e nei suoi talenti, impiegando stabilmente migliaia di persone che ricevono fin dal primo giorno una retribuzione competitiva e benefit», rivendica la country manager Mariangela Marseglia. Il prossimo novembre Amazon festeggia i 10 anni nel nostro Paese. Dieci anni che hanno rivoluzionato le vendite al dettaglio.

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