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Amazon diventa anche banca: alleanza con BofA sui prestiti

Se per rivoluzionare la sanità Jeff Bezos ha scelto di allearsi con JP Morgan, per trasformare il mondo dei prestiti alle piccole azienda è entrato in squadra con un altro marchio dell’elite finanziaria statunitense, Bank of America. Amazon ha trovato in BofA il partner che cercava per sostenere lo sviluppo del suo «Amazon Lending», lanciato nel 2011 per concedere credito alle società di minori dimensioni che vendono prodotti e servizi sul suo onnipresente marketplace elettronico.
L’alleanza consente al leader dell’e-commerce di ridurre il rischio e di avere accesso più facilmente e rapidamente a capitali specificamente destinati a elargire prestiti. Un passo che allarga il ventaglio delle imprese in grado di beneficiarne, per rafforzare le loro scorte e la loro produzione.
Il programma è e resta limitato, segno di una crescita che in questo ambito Amazon vuole mantenere graduale e sotto controllo per evitare sorprese negative che durante la crisi del 2008 hanno bruciato anche colossi non bancari della Corporate America. E’ unicamente a invito e la sua generosità varia da mille a un massimo di 750.000 dollari, con scadenza fino a un anno per la restituzione. Viene offerto esplicitamente a società che abbiano difficoltà a ottenere udienza presso tradizionali istituti di credito.
Ad oggi il programma è decollato: lo scorso giugno Amazon aveva riportato la concessione di prestiti per un miliardo di dollari nel corso dei dodici mesi precedenti, un significativo incremento rispetto agli 1,5 miliardi complessivi dei quattro anni prima di allora. Negli ultimi due anni di calendario, tuttavia, la concessione di crediti si è stabilizzata, a cifre leggermente inferiori ai 700 milioni, un dato che riflette la nuova prudenza di un impero altrimenti aggressivo nello sfondare su nuovi settori e mercati. I dati sono emersi dal recente bilancio 2017 comunicato dal gruppo.
Dalle indiscrezioni emerse, il coinvolgimento di Bank of America è iniziato nell’ottobre del 2016, con una «credit facility» da 500 milioni di dollari. In quell’occasione Amazon non aveva svelato il nome del partner. La facility è stata aumentata adesso a 600 milioni e l’azienda ha indicato che periodicamente potrebbe crescere ulteriormente previa autorizzazione della banca partner. I tassi annuali applicati sui prestiti, sempre secondo quanto affiorato, variano generalmente dal 6% al 14 per cento.

Marco Valsania

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