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Amazon, a Milano consegne in un’ora

“Ma la voglia di ordinare latte e Pan di stelle direttamente dal letto questa mattina? #AmazonPrimeNow”. I 140 caratteri di Twitter hanno il pregio della sintesi immediata. Ma al di là della battuta, il servizio con cui Amazon ha iniziato da ieri a consegnare in un’ora prodotti a Milano e in altri 11 comuni dell’hinterland milanese sa tanto di step evolutivo con cui il mondo del commercio dovrà fare i conti.
È stato lo stesso colosso americano (che ieri ha peraltro inaugurato la sua prima libreria fisica a Seattle) ad annunciare la partenza in Italia di “Prime Now”: il nuovo servizio dedicato ai clienti “Prime” grazie al quale oltre 15mila prodotti – fra cui anche freschi e surgelati , prodotti per l’infanzia, per la bellezza e per la cura della persona– potranno arrivare a casa dei clienti in un’ora, o al massimo in una finestra di due ore a scelta dell’utente. Nel primo caso si paga un sovrapprezzo di 6,90 euro. Nel secondo la consegna è gratuita. Il tutto per ordini superiori ai 19 euro e comunque a seguito del pagamento di 19,99 euro annuali per essere clienti Prime.
Ad oggi le consegne potranno avvenire in un’ora dall’ordine a Milano e in altri 11 comuni dell’hinterland (Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Paderno Dugnano, Cologno Monzese, Garbate Milanese, Bresso, Senago, Novate Milanese, Cormano, Cusano Milanino e Pero). Complessivamente però – compresa la consegna in finestre di due ore – i comuni interessati sono 35. E tutto funzionerà da mobile: basta scaricare una app e gestire da lì gli ordini per consegne che saranno effettuate dalle 8 a mezzanotte e di cui sarà possibile verificare l’avanzamento fino alla consegna.
Finora il servizio era attivo in 19 città (17 in Usa e 2 in Uk, a Londra e Birmingham). «L’Italia – ha dichiarato François Nuyts, Country manager di Amazon.it e Amazon.es –è il secondo Paese in Europa dove Prime Now è stato lanciato».
Nella Penisola insomma Amazon ha deciso di giocare una partita che da Milano dovrebbe estendersi ad altri centri nel 2016. Ed è una sfida – a competitor e commercio tradizionale – basata su tre pilastri: velocità di consegna, inserimento di prodotti freschi e surgelati e funzionamento in mobilità. Questo in un momento in cui sull’e-commerce si sta combattendo “la” battaglia fra colossi (fra cui Google) a base di lockers, click and collect (ritiro nei negozi), droni e addirittura fattorini-robot.
L’Italia, dal canto suo, sta dando risposte “di sistema” importanti: l’acquistato online si è attestato a 16,6 miliardi (2,2 in più sul 2014) e l’e-commerce è arrivato a superare il 4% del totale consumi retail.
Ma 6,90 euro rischiano di essere un freno agli acquisti last minute? O l’offerta finirà per generare la domanda? E come sarà possibile garantire consegne in un’ora in un’area trafficata come Milano e hinterland? «Mettiamo in campo – spiega al Sole 24 Ore Mariangela Marseglia, Eu Director Prime Now – tutta la nostra esperienza. Per l’occasione abbiamo creato un magazzino di 1.400 mq nella zona di Affori. Che si unisce così agli 85mila mq del magazzino nazionale di Piacenza». E se i tempi non dovessero essere rispettati? «I clienti possono rivolgersi al customer care, come sempre. Ma siamo convinti che non accadrà». Tutti avvisati.

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