Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Altri passi o Fiat via da Confindustria»

di Raffaella Polato

MILANO — Carta intestata Fiat: «Cara Emma» . Carta intestata Confindustria: «Caro Sergio» . La prima lettera si apre con tutto «il mio apprezzamento per l’impegno tuo personale» e dell’associazione verso un’intesa che «è sicuramente un risultato di grande rilievo» . La seconda parte naturalmente con un «grazie» per il riconoscimento: «L’accordo raggiunto con Cgil, Cisl e Uil si muove lungo una linea che ho perseguito con la massima determinazione. Lo consideriamo un grande successo, poiché completa la maggior innovazione che le relazioni industriali italiane abbiano conosciuto» . Non è solo scambio di cortesie, Sergio Marchionne a Emma Marcegaglia lo dice anche al telefono (dagli Usa, preannunciandole la lettera) che considera un importante passo avanti l’intesa su contratti e rappresentanza. C’è un «dettaglio» , però: non è risolutivo. Non basta a mettere al riparo dall’antagonismo Fiom le fabbriche in cui il Lingotto e Fim, Uil, Fismic, Ugl hanno già firmato nuove regole per nuovi investimenti. Pomigliano, Mirafiori, Grugliasco. E su questo, anche se almeno in partenza l’intenzione del leader di Fiat-Chrysler e quella della presidente di Confindustria era tutt’altro che polemica, alla fine della giornata la polemica di fatto riaffiora. Sfumata e molto dietro le quinte. Forse frutto solo delle tensioni del momento e probabilmente destinata a rientrare. Ma intanto reale. Il detonatore è ovvio. Marchionne non sbatte nessuna porta, ora, però conferma: l’addio di Fiat e Fiat Industrial al sistema non è scongiurato, se non ci saranno fatti nuovi tutte le società del gruppo «saranno costrette a uscire con decorrenza primo gennaio 2012» . E per un problema concreto: l’intesa di martedì ha sì «un grande rilievo» in generale, però nello specifico servono «ulteriori passi che consentano le garanzie di esigibilità necessarie per la gestione di Pomigliano, Mirafiori, Grugliasco» . Di Pomigliano, soprattutto: lì gli 800 milioni di investimenti sono già tutti impegnati, la produzione della Panda dopo l’estate deve partire. Solo: con quali certezze? Le richieste di Maurizio Landini (e anche di Susanna Camusso) di «riaprire il tavolo Fiat» dimostrano, per il Lingotto, come pure la Fiom veda «buchi» nell’accordo interconfederale. Buchi nei quali inserirsi al di là della causa intentata a Torino (sentenza attesa per il 16 luglio). Dunque, scrive Marchionne, sulle garanzie di esigibilità «sono fiducioso che le nostre esigenze, che credo siano le stesse di molti altri imprenditori, saranno tenute in considerazione e che queste condizioni si realizzeranno entro l’anno» . In caso contrario, però, l’uscita da Confindustria sarebbe inevitabile. Per Marcegaglia non è una sorpresa. Lo sa anche lei — come lo sanno i leader sindacali e il ministro del Lavoro: Maurizio Sacconi non a caso ribadisce che «le intese devono avere piena esigibilità» — che il nodo può essere sciolto con certezza solo con un «appoggio di legge» . Marchionne però non ne fa parola e allora è la presidente di Confindustria a tradurre. «Riteniamo che l’accordo non possa essere rimesso in discussione e a noi sembra che soddisfi anche le vostre istanze» , ma se così non è «non vediamo altra strada se non un intervento legislativo con effetto retroattivo» . Toccherebbe, insomma, al governo (Sacconi si era detto disponibile «se lo chiederanno le parti sociali» , Giulio Tremonti forse non si riferisce solo al fisco quando dice «se serviranno altre norme saranno introdotte» ) o al Parlamento (dove già esistono proposte firmate Pd): una legge non è certo «nella disponibilità di Confindustria» . Frasi un po’ secche che, come le richieste Fiat, isolate fanno pensare a una nuova ondata di gelo. E in effetti la tensione c’è. Anche se poi tutti scelgono di concentrarsi sulle chiusure delle lettere. Marchionne: «Spero che la nostra posizione possa aiutare Confindustria e sindacati a completare la costruzione di un nuovo sistema di rapporti basati su obiettivi condivisi e reciproco rispetto» . Marcegaglia: «Rimaniamo sempre pronti e interessati a lavorare con voi per permettervi di realizzare gli importanti investimenti» . «Cara Emma» , «caro Sergio» : torneranno?
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Quota 100 non è solo la misura pensionistica del governo Conte 1. È anche il numero di miliardi ch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dieci giorni per tener fede agli accordi del 14 luglio. Se entro il 10 ottobre non si chiuderà la p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Bce potrebbe far cadere il suo tabù più grande: consentire all’inflazione di salire temporane...

Oggi sulla stampa