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Altri due soci nella holding di Tronchetti ma i fondi si sfilano dall’operazione

Marco Tronchetti Provera apre le porte della sua cassaforte a due soci con cui aveva già lavorato in Pirelli prima e in Prelios poi. La famiglia Rovati, che controlla il gruppo farmaceutico Rottapharm Madaus, e quella Sigieri Diaz della Vittoria Pallavicini, con cui il numero uno della Bicocca è socio nelle energie rinnovabili di Greentech e da poche settimane attraverso Feidos anche negli immobili della Prelios, hanno comprato una quota del 28% dell’accomandita di famiglia. Con un aumento di capitale riservato da 40 milioni, che valuta tutta la Mtp 142 milioni (incluso una quarantina di debiti), Rovati rileverà il 25% e Sigieri Diaz il 3% di un veicolo che oltre a investire nelle materie prime controlla il 57% di Gpi e a cascata il 42,6% di Camfin e il 26,2% di Pirelli. In parole povere i due nuovi soci di Tronchetti hanno pagato 0,74 euro le azioni della holding quotata, ovvero con un premio del 35% rispetto ai valori di mercato (ieri Camfin ha chiuso a 0,55 euro), ma a sconto rispetto al valore dei suoi asset (il nav stimato è di 0,80 euro). L’accomandita si trasformerà in una società per azioni e avrà le risorse per seguire l’aumento di capitale della Gpi da 45 milioni, rimborsando così tutti i debiti a monte della Camfin.
Al fianco di Tronchetti arrivano due famiglie di imprenditori tricolori con importanti capitali, che oltre a diversificare nel trading delle gomma naturale, potranno supportare il numero uno della Pirelli in vista di un futuro accorciamento della catena societaria. Al momento l’architettura di scatole si è allungata di un livello (con la Mtp Partecipazioni che sta tra l’accomandita e la Gpi), ma questa era una tappa obbligata dalla rottura dei patti con i Malacalza e funzionale all’ingresso di eventuali soci come Investindustrial e Clessidra. A valle dell’ingresso dei Rovati e di Sigieri Diaz, verrà inoltre sottoscritto un accordo parasociale della durata di tre anni, con un lock up di 12 mesi, che prevede procedure di consultazione rafforzate con maggioranze qualificate per il compimento di operazioni straordinarie, come ad esempio l’accorciamento della catena.
Ora che Tronchetti ha azzerato i debiti delle finanziarie non quotate e ha trovato nuovi soci forti, cercherà di arrivare anche a un compromesso con la famiglia Malacalza, che è il suo primo azionista in Camfin. Sullo sfondo sembra invece tramontare la possibilità di un coinvolgimento di Investindustrial e Clessidra, che ieri avrebbero convocato una riunione d’urgenza per valutare il da farsi. Dopo l’ultima mossa appare difficile per i due fondi partecipare al riassetto ai piani alti, ma potrebbero comunque fare il loro ingresso in Pirelli in vista della scadenza del patto di sindacato, le cui disdette sono attese entro il 15 gennaio. A questo punto resta da capire quali siano le intenzioni dei Malacalza, che ieri sono gli unici soci del gruppo della Bicocca a non essere rimasti sorpresi dall’ingresso dei due nuovi investitori nel capitale della Mtp. Davide Malacalza conosce la famiglia Sigieri Diaz e chissà che in un menage a quattro sia più facile trovare un equilibrio d’interessi e di visione industriale, che invece il gruppo genovese non è riuscito a stabilire insieme a Tronchetti Provera.

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