Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Altri 20 miliardi ai sostegni, il deficit sale verso l’11%

Al nuovo giro di «sostegni» dovrebbe andare qualcosa più di 20 miliardi, per compensare due mesi di restrizioni al costo per la finanza pubblica di 10 miliardi abbondanti al mese. Altri tre miliardi circa dovrebbero essere destinati ai rimborsi dei «costi fissi», in un capitolo dominato da un rilancio del credito d’imposta sugli affitti e nuove esenzioni Imu per gli immobili strumentali delle categorie più colpite dalle misure anti-pandemia, a partire dagli alberghi.

In lista c’è il prolungamento fino al 31 dicembre delle esenzioni sul canone unico che da quest’anno ha preso il posto di Tosap e Cosap sulle occupazioni di suolo pubblico, e un nuovo rinvio delle scadenze fiscali: sotto esame ci sono le date del 30 aprile, quando gli autonomi dovrebbero versare gli acconti di novembre scorso, il 30 giugno, data di pagamento delle rate 2020 della rottamazione ter e saldo e stralcio, e il 30 novembre quando scadono le rate 2021. Il nuovo stop sarebbe riservato alle imprese in crisi, a cui dovrebbe essere limitato anche il nuovo rinvio del blocco degli sfratti. Sempre in campo fiscale, si lavora allo slittamento a ottobre del prelievo erariale unico sui giochi.

Ma il prossimo decreto, che nel lessico governativo dovrebbe essere intitolato alle «imprese», guarderà anche alle misure per la ripresa: un ambito nel quale oltre agli incentivi all’occupazione e alle misure sulla liquidità (moratorie in primis) dovrebbe trovare spazio anche il finanziamento dei quasi 7 miliardi di Transizione 4.0 usciti dal Recovery e dal primo dereto sostegni.

La griglia del nuovo provvedimento prende forma insieme ai numeri dello scostamento e del Def su cui le calcolatrici del ministero dell’Economia hanno lavorato a pieno ritmo anche ieri. Per questa mattina alle 11.30 è in programma un consiglio dei ministri che all’ordine del giorno reca solo le «varie ed eventuali», come già accaduto nelle fasi convulse del Conte-2. Il punto è che il nuovo Def ha bisogno di qualche ora in più di lavorazione, sul deficit per il decreto sostegni-bis le riunioni si sono susseguite per tutta la giornata di ieri, in parallelo con quelle sul Recovery, e prudenza ha consigliato di evitare una convocazione troppo puntuale nei dettagli.

Il consiglio dei ministri nasce per approvare lo scostamento, intorno ai 40 miliardi sul 2021 comprensivi della prima (piccola) quota del nuovo deficit pluriennale da 30 miliardi per finanziare le misure che saranno escluse dal Recovery (Sole 24 Ore di ieri), mentre il Def finirebbe sul tavolo di una riunione successiva e conseguente domani. Ma l’accordo politico sui numeri è da costruire, dopo che in particolare da Lega e Forza Italia erano arrivate richieste di un disavanzo più ampio (Salvini ha parlato di 50 miliardi, Fi di 20 miliardi al mese fino alla fine dell’emergenza). Anche per questo, mentre le manifestazioni che si ripetono fanno suonare più di un allarme sulla tenuta sociale del Paese, il consiglio dei ministri si potrebbe risolvere in un primo confronto sulle cifre, rimandando a domani il via libera ufficiale a scostamento e Def.

La nuova tornata di aiuti a fondo perduto domina comunque l’impianto a cui lavorano Palazzo Chigi e Mef. Il meccanismo dovrebbe replicare quello del decreto di marzo, anche per garantire tempi brevi ai bonifici (Sole 24 Ore di sabato). I sostegni di marzo, tarati su una copertura mensile (basata sulla perdita media di fatturato 2020) sono costati 11 miliardi. Impossibile offrire ora un aiuto più leggero, tanto più che sul tavolo ci sono anche dei correttivi per dare una mano più robusta a chi ha sofferto di più, a partire dalle partite Iva più piccole.

Di qui il budget da 20 miliardi abbondanti e, più in generale, l’aumento netto del disavanzo rispetto ai programmi di pochi mesi fa. Il Def indicherà per quest’anno un deficit fra il 10 e l’11%, quindi superiore al 9,5% con cui si è chiuso il 2020 oltre che al 7% programmato in autunno con la Nadef. A far salire il peso del disavanzo è anche un rimbalzo dell’economia meno spumeggiante del previsto, a causa della contrazione del primo trimestre: il tendenziale del Def sarà al 4,1%, come indicato ieri anche da Bankitalia, mentre l’obiettivo sarà spinto verso l’area del 5% dall’effetto anti-crisi atteso dalle nuove misure. Mentre per avviare la riduzione del debito bisognerà attendere il prossimo anno.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vietato giocarsi il futuro del Paese, usando la giustizia come pericoloso terreno di conflitto. O pr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

C’è una gag, in vita Arenula. La riforma del processo civile, la più importante di tutte perché...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Da quando ha messo piede in via Arenula il 13 febbraio la giurista Marta Cartabia ha perseguito un o...

Oggi sulla stampa