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Altolà per la tessera del tifoso

di Antonio G. Paladino 

L'attuale struttura della tessera del tifoso, che coniuga le finalità di prevenzione generale per la sicurezza negli stadi, con la sottoscrizione di un contratto con un partner bancario, condiziona la libertà di scelta del tifoso-utente, assumendo i tratti di una pratica commerciale scorretta ai sensi del codice del consumo. È quanto ha messo nero su bianco il Consiglio di stato, nel testo dell'ordinanza n. 5364 depositata lo scorso 7 dicembre, accogliendo l'appello proposto dal Codacons e da Federsupporter, contro la decisione del Tar del Lazio che nelle scorse settimane aveva respinto il ricorso avverso la tessera del tifoso presentato dalle due organizzazioni.

Il collegio di palazzo Spada, accogliendo le doglianze riproposte, ha sottolineato che l'attuale struttura della tessera del tifoso rileva profili di scorrettezza con riguardo alle disposizioni previste dal codice del consumo. A tali conclusioni, infatti, porta l'abbinamento inscindibile, e che non può essere rifiutato dal tifoso-utente, tra il rilascio della tessera, con finalità di prevenzione generale in funzione di una maggiore sicurezza negli stadi, e la sottoscrizione di un contratto con un partner bancario per il rilascio di una carta di credito prepagata. Questa duplice veste, ha rimarcato il collegio di Palazzo Spada, potrebbe indebitamente condizionare la libertà di scelta del tifoso-utente, nella misura in cui si provi che l'uso della carta non sia funzionale ad assicurare le finalità di prevenzione proprie della tessera del tifoso.

Sotto questi presupposti, è pertanto pacifico che la struttura attuale della tessera potrebbe assumere i tratti di una pratica commerciale scorretta, ai sensi del codice del consumo. In tal senso, depone il fatto che, per il tifoso, il possesso della citata tessera appare una condizione inderogabile per poter essere ammesso, nelle giornate in cui la propria squadra di calcio gioca in trasferta, nel settore dello stadio appositamente dedicato agli ospiti, cosicché appare verosimile che l'acquisizione di questa utilità potrebbe indurlo a compiere un'operazione commerciale, ovvero la sottoscrizione della carta prepagata, che non avrebbe altrimenti compiuto.

Ora gli atti saranno ritrasmessi al collegio di primo grado che dovrà entrare nel merito del ricorso principale tenendo conto dei profili sollevati dal Consiglio di stato. Si ricorda, inoltre, che, secondo i dati riferiti dal Viminale allo scorso 26 settembre, da quando è stato avviato il programma «tessera del tifoso», a fronte di 888 mila richieste sono state rilasciate 809 mila tessere. Risultati che si coniugano con un minor numero (-36%) di incidenti tra le tifoserie registrato nel corso dei campionati di calcio professionistico 2010-2011, rispetto ai precedenti campionati e da un minore utilizzo del personale della Polizia di stato (-6%), che è stato così impegnato in altre attività finalizzate alla sicurezza dei cittadini.

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