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Allo studio la «flat tax» per le Pmi

Una flat tax per le piccole imprese e introduzione del criterio di tassazione per cassa. Aumento della percentuale di deducibilità dell’Imu sui capannoni e definizione dell’autonoma organizzazione per dare certezza alle micro imprese sull’esclusione dall’Irap. Non solo. Nell’immediato, da qui a un mese, la presentazione di un nuovo pacchetto di semplificazioni con un correttivo alla delega fiscale o con misure ad hoc da inserire nel nuovo decreto legge sulla «finanza per la crescita 2.0» in lavorazione tra Palazzo Chigi, Mef e Mise.
Sono alcune delle principali novità cui sta lavorando il Governo per semplificare il Fisco e, con la prossima legge di stabilità, ridurre ancora la pressione fiscale sulle attività produttive. Sulla possibilità poi di cancellare il bollo auto aumentando le accise è intervenuto direttamente Matteo Renzi durante il “Matteo risponde” di ieri: «Non è una cattiva idea, è un’idea intelligente, concreta». A chi gli chiedeva poi possibili interventi sull’Irpef, Renzi ha risposto che «l’ideale sarebbe ridurre le fasce Irpef, che sono cinque. Alla fine dovremo trovare il modo di avere quattrini su questo, spero che riusciremo a farlo». Confermato poi anche un intervento a breve su Equitalia, su cui «ci saranno novità importanti».
Non ci sarà dunque nessun aumento di tassazione per le imprese nel 2016: ad assicurarlo è stato sempre ieri il viceministro all’Economia, Luigi Casero. «Le tasse sono diminuite nel 2015 e diminuiranno quest’anno perché – ha sottolineato a margine della presentazione del terzo rapporto della Cna sulla tassazione delle piccole imprese “Comune che vai fisco che trovi” (si veda il servizio a pagina 42) – sulle clausole di salvaguardia siamo intenzionati a intervenire».
Le novità viaggeranno su un doppio binario: le semplificazioni, quelle sostanzialmente senza oneri, arriveranno tra circa un mese. Le misure più direttamente finalizzate a ridurre il prelievo, risorse permettendo, troveranno posto nella prossima legge di bilancio. Tra queste la nuova flat tax, ossia una tassazione proporzionale pari all’aliquota Ires (dal 2017 sarà del 24% come prevede la stabilità 2016) per tutte le imprese personali che lasciano utili in azienda. Come ha sottolineato Casero con la nuova tassa, già studiata con la delega fiscale come Imposta sul reddito dell’imprenditore e denominata Iri, il Governo vuole «parificare i criteri di tassazione dei redditi d’impresa a prescindere dalla forma giuridica adottata». In questo senso a completare il pacchetto per le piccole imprese si lavora all’introduzione del criterio di cassa anche per la determinazione del reddito prodotto dalle imprese personali in contabilità semplificata. Un meccanismo che consentirebbe a questi soggetti, così come già avviene per gli autonomi, di pagare le tasse su quanto realmente “guadagnato” e di ridurre l’impatto negativo dei ritardati pagamenti delle fatture.
Particolarmente atteso dalle imprese è l’intervento allo studio annunciato da Casero sull’Imu pagata per immobili strumentali. Il viceministro ha spiegato che «restando in una logica di salvaguardia del bilancio e di reperimento delle risorse, si potrà aumentare la quota di Imu deducibile dal reddito d’impresa, oggi limitata al 20 per cento».
Sul tavolo ci sono anche due temi attesi dal popolo delle partite Iva: la definizione dell’autonoma organizzazione per dare certezza alle micro imprese sulla non applicazione dell’Irap e, ha aggiunto Casero, «il possibile ulteriore aumento della franchigia ai fini della stessa imposta regionale». Sugli studi di settore, poi, si proseguirà nella «semplificazione concependoli più come uno strumento di “compliance” e sempre meno come strumento di accertamento, arrivando anche – ha ricordato Casero – ad escludere alcune attività dagli studi che al momento non vengono utilizzati». I lavori della commissione istituita sono attesi per agosto.
Tra une mese, invece, potrebbe arrivare il pacchetto sulla riduzione degli adempimenti: «La semplificazione porta a un minor costo per le imprese». Oltre a cancellare una serie di comunicazioni come quella per beni ai soci o per operazioni in Paesi black list, Casero non ha escluso la possibilità che l’agenzia delle Entrate metta a disposizione in tempo utile degli strumenti necessari per il pagamento delle tasse. Se questo non dovesse accadere scatterebbe una proroga automatica dei termini per l’adempimento. In questo modo, ha sottolineato la Cna, si garantirebbero sempre 60 giorni di tempo per assolvere agli oneri tributari.

Marco Mobili

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