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Allianz cambia il vertice, sale Bäte

Cambia la guida al vertice di Allianz. Il consiglio di sorveglianza del colosso assicurativo tedesco ha nominato ieri il cfo Oliver Bäte alla carica di ceo in sostituzione di Michael Diekmann, che lascerà l’incarico il prossimo maggio, con la chiusura del bilancio, e rimarrà presidente del consiglio di gestione fino all’assemblea annuale. Il repentino passaggio di testimone ha sorpreso il mercato che, sebbene immaginasse una prossima uscita di Diekmann, era convinto che il recente terremoto nella controllata Pimco avrebbe posticipato ogni decisione sul vertice della capogruppo. Così non è stato. In compenso, però, come fanno notare alcuni analisti, per sostituire il manager che ha permesso il consolidamento di Allianz, è scelto Bäte, «che conosce ogni angolo del gruppo». Al nuovo ceo è stato dato un mandato con scadenza 30 settembre 2019 e una squadra allargata grazie a innesti di peso. A rafforzare le prime linee di Allianz, il gruppo di Monaco ha chiamato l’italiano Sergio Balbinot, chief insurance officer di Generali e in passato co-amministratore delegato del Leone di Trieste. Il manager italiano entrerà nel consiglio di gestione di Allianz per una durata di quattro anni a partire dal primo gennaio 2015 e assumerà la responsabilità del business assicurativo nei Paesi dell’area Sud e Ovest Europa, ovvero Italia, Francia, Benelux, Grecia e Turchia. Una nuova sfida che il manager intende cogliere conservando «un ricordo particolare dell’indimenticabile esperienza professionale» vissuta a Trieste dove ha trascorso «oltre 30 anni, avendo raggiunto importanti traguardi, anche grazie alla collaborazione di un gruppo di colleghi di grande valore». Un saluto dunque «al consiglio di amministrazione, al gmc e a Mario Greco» prima di affrontare «una nuova fase lavorativa». Che lo stesso ceo Greco ha commentato così: «A nome del consiglio di amministrazione e di tutti i colleghi voglio ringraziare Sergio Balbinot per il grande contributo professionale che ha dato alla compagnia, sia in Italia che all’estero. Personalmente lo voglio ringraziare per il supporto che ha dato al piano di rilancio della società e, in particolare, per il sostegno che ho ricevuto sin dal mio arrivo in Generali e per tutti gli ultimi due anni. È stato un piacere lavorare con Sergio e gli auguro ogni successo nella sua futura carriera».
A una settimana dalla clamorosa uscita del fondatore Bill Gross da Pimco, il colosso tedesco va dunque avanti nel riassetto manageriale. L’uscita di Diekmann non è certo legata al riassetto della controllata – che ha causato 23,5 miliardi di dollari di riscatti dal fondo in una settimana – ma è una svolta chiave nella governance del colosso assicurativo. Ieri il board ha nella sostanza accolto la richiesta dello stesso Diekmann, entrato in Allianz nel 1988, di non prolungare ulteriormente il proprio mandato. La guida passa così al 49enne Bäte che continuerà a essere responsabile della global property e casualty fino all’assemblea del 2015 quando subentrerà Axel Theis che da gennaio 2015 entrerà nel board of management di Allianz e avrà la responsabilità di global industrial insurance business, credit insurance e insurance business in Irlanda e Gran Bretagna. La nomina di Manuel Bauer si estenderà per un altro anno mentre Dieter Wemmer e Werner Zedelius resteranno per altri tre anni e Helga Jung per cinque anni. A partire dal 2015, Manuel Bauer assumerà anche la responsabilità dell’insurance business in Australia e dalla stessa data Jay Ralph assumerà la responsabilità dell’insurance business negli Usa.
Allianz ha ringraziato così Diekmann: «Come ceo ha dato forma e sviluppo al gruppo in maniera decisiva. Gli abbiamo chiesto la disponibilità ad essere eletto nel Supervisory Board di Allianz, in modo che Allianz possa continuare a beneficiare delle sue competenze e della sua esperienza».

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