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Alleanza italo-cinese sul patrimonio immobiliare

Italia e Cina si alleano nel real estate. È storia recente l’interesse degli investitori cinesi che guardano al patrimonio immobiliare del nostro Paese, dalle ville nella campagna toscana o sul lago di Como, ambite dai «nouveaux riches» asiatici, fino a spazi commerciali e a sviluppi turistici.
Negli ultimi giorni l’alleanza ha preso la forma di una joint venture siglata da Héra International real estate, società italiana di servizi immobiliari specializzata in asset management e sviluppo, con Cype, società cinese di investimenti gestita da Mike Hu, partner fondatore ed esperto di investimenti strategici e joint venture. Come da legge cinese, Héra avrà una partecipazione pari al 49% della joint venture, che è stata realizzata grazie al supporto dello Studio Chiomenti.
La società appena nata supporterà gli investitori cinesi che intendono puntare sul mattone in Italia, oggi che con il reprincing in atto si prospettano buone occasioni di acquisto sul nostro mercato. Héra avrà il compito di selezionare opportunità e preparare i relativi piani di sviluppo e di acquisizione per target di investimento che vanno dai 20 ai 200 milioni di euro.
«Abbiamo messo a frutto un’esperienza di alcuni anni in loco – dice Oscar Pittini, fondatore di Héra –. Dal 2008 siamo presenti in Cina, a Pechino, con uffici stabili, e prima ancora abbiamo aperto una filiale a Mosca. E ora con le conoscenza acquisite sul campo relativamente a gusti e interessi di quella tipologia di clientela possiamo proporre il target giusto di investimento». A fare gola agli investitori è la particolarità del territorio italiano e la qualità della vita, oltre al lifestyle che contraddistingue il nostro Paese agli occhi degli stranieri. E mentre la clientela russa continua a concentrarsi sulla zona della Toscana, i cinesi hanno un raggio d’azione più ampio. E alcuni progetti concreti sono già allo studio.
Il primo progetto che alcuni investitori cinesi stanno già valutando è relativo a un’area sul litorale adriatico, tra la località di Caorle e Lignano Sabbiadoro, dove c’è la possibilità di sviluppare un villaggio di residenze turistiche con hotel di alto livello. Si tratta di un’operazione del valore di circa 200 milioni di euro per un’area che occupa in tutto 70mila metri quadrati.
Non solo. La joint venture sta anche valutando anche alcuni asset immobiliari, di natura commerciale e residenziale situati in grandi città italiane, che fanno parte di un fondo anglosassone e che sarebbero oggi sul mercato.
Héra in proprio invece sta avviando come investitore un progetto turistico-residenziale in Liguria, ad Alassio, per la creazione di nove ville con piscina, di cui tre indipendenti, sulla scorta delle dimore del primo Novecento. In Toscana, invece, ha il mandato di vendita per le residenze di Marina di Scarlino, il progetto di Leonardo Ferragamo in Maremma che unisce immobiliare e nautica, e che negli ultimi anni ha attraversato momenti non molto fortunati.

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