Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Alle urne 2 milioni di giovani in più “La politica adesso deve ascoltarci”

LONDRA — Almeno questa volta non gli si potrà rimproverare nulla. La lezione del referendum sulla Brexit nel 2016, quando tanti giovani britannici disertarono tragicamente le urne lasciando decidere il loro futuro a padri e nonni, è stata imparata, nonostante le cicatrici visibili sulla pelle delle nuove generazioni. Ebbene sì, stavolta i giovani britannici si sono iscritti in numero record a queste elezioni, in gran parte per tentare di fermare Boris Johnson e i conservatori. Da ieri pomeriggio su Twitter l’hashtag (l’argomento) più di tendenza era proprio #YouthQuake, ossia “terremoto giovanile”, unendo le parole inglesi youth (gioventù) e quake (sisma). Ben 109mila tweet soltanto in Regno Unito.
Le stime reali delle nuove registrazioni ai seggi parlano di circa due milioni di ragazzi compresi tra i 18 e i 35 anni in più rispetto all’ultima volta, nel 2017. Numeri subito confermati dalla appassionante levataccia dei ragazzi, fin dall’alba ieri in lunghissime file ai seggi. «Non ho mai visto niente di simile», «siamo quasi tutti under 30», «gli altri anni c’erano massimo due persone in fila», commentavano ieri ai seggi i “youngsters”, molti di loro sognando di fermare, all’ultima curva, la Brexit. In alcuni seggi londinesi l’affluenza giovanile — che qui non viene costantemente registrata e monitorata, come in Italia — era di venti volte tanto rispetto al 2017, secondo gli scrutinatori.
Un dato incredibile. Che però anche a giudicare dai primi exit poll di ieri sera – il sistema elettorale maggioritario uninominale secco britannico rischia di neutralizzare.
È determinante come i voti sono distribuiti nei 650 collegi dove si giocano le mini-sfide per la composizione del Parlamento. Il problema è che molte file di giovani ieri provenivano da Londra, dove il sentimento anti Brexit è già molto forte. Mentre erano sporadiche dalla “periferia dell’Impero”, come il Galles, le Midlands e il Nord dell’Inghilterra. Viaggiando proprio in queste zone nei giorni scorsi, era evidente la confusione di molti giovani. Tantissimi indecisi, non pochi ci avevano detto che non sarebbero andati a votare, o addirittura Lucy, nell’operaia e laburista Grimsby dove il 70% votò per la Brexit nel 2016, ci aveva chiesto: «Voterò per i conservatori, perché i laburisti vogliono privatizzare la sanità, giusto?».
Nella “cool” Londra invece, nei giorni scorsi tantissimi giovani si erano precipitati in strada per esempio a Uxbridge, ossia il seggio di Boris Johnson, a fare una estenuante campagna porta a porta per tentare di spodestare il premier dal suo seggio. Vedremo stamattina.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Si rafforza il quarto decreto anti-Covid per far fronte all’emergenza economica e per indennizzare...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un discorso autonomo, sugli incentivi, va dedicato ai datori di lavoro dei servizi finanziari e assi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Con il sì definitivo al decreto legislativo correttivo del Codice della crisi cambiano anche le reg...

Oggi sulla stampa